«L’osservatorio della CNA (Confederazione Nazionale Artigiani, ndr) ha calcolato il prelievo totale delle Amministrazioni Pubbliche sul reddito ( Total Tax Rate) anno 2015, di 124 amministrazioni locali della penisola. La media nazionale per il 2015 è leggermente diminuita al 60,9%, ma con punte fino al 73,2% per Reggio Calabria. Per la Provincia BAT, nonostante un piccolissimo calo, la media si conferma oltre il 60%, e più precisamente : del 64,2% per Barletta – del 59,7 % per Andria – del 59,8% per Trani. In sostanza le tasse si mangiano il 60% del reddito, e un imprenditore della Bat deve lavorare fino ad agosto solo per il fisco». A lanciare l’allarme è Michele De Marinis, presidente CNA Bat e componente Presidenza CNA Puglia.

Occasione per il confronto è stato il convegno “Comune che vai, fisco che trovi”, svoltosi in questi giorni a Roma.  «Il Fisco non deve essere più il Socio Occulto di Artigiani e Piccoli Imprenditori-scrive De Marinis-Il problema per i piccoli imprenditori non è costituito solo dall’entità del prelievo, tra i più alti del mondo, ma anche dalla complessità delle procedure. Bisogna semplificare e rendere stabile la normativa fiscale. Purtroppo negli ultimi anni, sul prelievo complessivo fiscale sulle imprese, è aumentata la percentuale della tassazione locale, a causa anche dei minori trasferimenti statali. Ma è possibile migliorare il sistema tributario? Per la CNA si può, e si deve. La CNA, nel corso del convegno, ha presentato al Governo dieci proposte, tra cui la più importante è rendere l’IMU sugli immobili strumentali completamente deducibile dal reddito di impresa. La CNA continuerà a battersi a livello nazionale affinché il Governo abolisca l’IMU sui capannoni, così come è avvenuto per le aree destinate all’agricoltura. L’imposta su strumenti di lavoro indispensabili per le aziende deve essere detraibile al 100%. Non si può pagare una tassa su un bene strumentale.

A livello territoriale «crediamo altresì che le amministrazioni locali possano e debbano fare la loro parte, venendo incontro alle piccole imprese. Rivolgiamo pertanto un appello alle Amministrazioni Comunali della Provincia di Barletta Andria Trani, affinché intervengano con propri atti: sulla riduzione dell’IMU sugli immobili strumentali, quando vengano effettivamente utilizzati per l’attività produttiva; sulla TARI, la nuova tassa sui rifiuti, prevedendo nel regolamento attuativo una Tariffa commisurata alla qualità e alla quantità dei rifiuti effettivamente prodotti e smaltiti (Tariffa Puntuale); sulla Assimilazione dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani, modificando i regolamenti affinché non ci sia una doppia imposizione».