Entusiasmo travolgente in casa Barletta 1922. Dopo l’affermazione di Bisceglie contro il Bitonto, coincisa con il quarto successo consecutivo in campionato e la conquista della vetta della classifica, sale l’attesa in casa biancorossa per la sfida di domenica contro il Martina.
Polverizzati, in tempistiche record, i tagliandi disponibili, la cui vendita è partita nella giornata di ieri. Troppa la voglia calcistica nella ”Città della Disfida”, che potrà contare nuovamente su 4mila spettatori, pronti a trascinare i propri beniamini che, proprio nell’impianto di via Vittorio Veneto lo scorso 11 settembre, hanno ottenuto il primo successo in campionato (1-0 al Molfetta ndr). Anche quella volta è stato sold-out, così come imponente è stata la risposta per lo scorso 28 settembre per la sfida infrasettimanale contro il Francavilla, con ben 3500 spettatori in un giorno lavorativo.
Come sempre, però, c’è l’altra faccia della medaglia. Le 4000 adesioni sono una cifra sottostimata, visti gli ormai noti problemi dell’inagibilità della gradinata. Domenica inevitabilmente, così come è accaduto al debutto, molti spettatori non potranno assistere all’incontro, limitati da una situazione che continua ad essere grottesca nonostante la riconsegna del principale impianto cittadino. Non sono mancate le proposte nelle ultime settimane, molte di queste ragionate con buon senso: chi ha paventato l’ipotesi di un’apertura parziale dei distinti, chi invece una spartizione della curva ospiti visti gli oltre 1300 posti a disposizione che quest’anno non saranno mai riempiti.
Proposte, tuttavia, inascoltate. Pur ammettendo tutte le problematiche logistiche, era doveroso fare un tentativo per aumentare la capienza in vista della sfida di domenica, per poi cercare di organizzarsi con maggiore tranquillità per i prossimi impegni. Con la mancata presenza di diversi spettatori, la società biancorossa infatti rinuncia a cospicue entrate economiche con la gradinata del tutto inagibile, mentre i cittadini barlettani non possono non avere la possibilità di assistere alle gare della squadra della propria città dopo anni di promesse non mantenute e pellegrinaggi. E non si pensi che avere uno stadio parzialmente agibile sia un buon compromesso: poteva esserlo ad un anno dall’inizio dei lavori, ma non dopo sette anni e mezzo. E allora si facciano solo ed esclusivamente i fatti per una città che merita ben altro, con il ”Puttilli” specchio della lentezza con cui si portano a termine le opere pubbliche nella ”Città della Disfida”.
A cura di Giacomo Colaprice



































