A cura di Viviana Damore

Al termine dello scorso anno a Barletta furono superate soglie incredibili di inquinamento, con dati delle rilevazioni effettuate dall’Arpa che pare superassero addirittura le stesse rilevazioni effettuate a Taranto: i valori di PM10 registrati dalla centralina di via Casardi e dal mezzo mobile di via Trani erano di 27, con 4 giorni di superamento per la centralina, e di 43, con ben 11 giorni di superamento per il mezzo mobile. Il dato risulta essere ancora molto preoccupante se si considera che si riferisce solo a pochissimi mesi fa ed è tornato a far discutere soprattutto in occasione del “Maggio ecologico 2016”, l’iniziativa promossa in città dall’associazione “Barletta sui pedali” per dare un forte impulso alla cultura dei valori ambientali, disincentivando in primis l’uso dell’auto, tra i più incidenti fattori d’inquinamento.

Oltre a contribuire fortemente all’inquinamento ambientale, l’uso smisurato di automobili crea disagi di altro genere. In questi ultimi giorni di grande fermento in città per l’arrivo della Madonna dello Sterpeto ed altre piccole celebrazioni e manifestazioni, si è verificata la chiusura al traffico di zone solitamente molto frequentate dagli automobilisti, le cosiddette zone di passaggio. Conseguentemente alla chiusura di determinate strade cittadine si è intensificato il traffico in altre strade, provocando un forte malcontento nei cittadini, spesso imbottigliati per ore prima di poter raggiungere la propria meta.

Le interminabili code di automobili pare si concentrino, nel fine settimana, specialmente in zone come via Imbriani, via Alvisi o nei pressi del Castello Svevo. Qualcuno una volta ha scherzosamente scritto “Se ci rifugiamo tutti nei luoghi comuni, poi non lamentiamoci del traffico”, in realtà un “luogo” dovrebbe diventare più comune di quanto già lo sia e, forse, per snellire la viabilità cittadina basterebbe ritornare alle vecchie sane passeggiate, da fare rigorosamente a piedi o in bicicletta.