A Barletta la mostra sul “viaggio” di Annibale si arricchisce di un pregiato pezzo quale la Corazza del Bardo, mentre a Canne della Battaglia si registrano nuovi crolli riguardanti le mura perimetrali della realtà archeologica. Sono i due volti dello stato dell’arte cittadino, testimoniato da Nino Vinella e dal Comitato Pro Canne della Battaglia in scatti che immortalano un testimone “d’eccezione” come il professor Taher Ghalia, direttore del Museo del Bardo a Tunisi. Nel pomeriggio di martedì 20 settembre Ghalia ,che nella mattinata era intervenuto alla conferenza stampa di presentazione della corazza sannitica (III secolo avanti Cristo) concessa in prestito dall’importante istituzione culturale tunisina, ha fatto visita al sito di Canne della Battaglia. Ad accoglierlo la rovinosa “caduta di pietre (forse causata dalle recenti abbondanti piogge dei giorni scorsi nella zona, con pericolosi allagamenti nelle campagne e l’intransibilità della ferrovia Barletta-Spinazzola per fango e detriti sulla massicciata) proprio lungo il “decumano”, ovvero la strada principale che attraversa l’abitato storico di Canne della Battaglia” spiegano dal Comitato con foto inequivocabili.

Crollo Canne della Battaglia, 2

«E’ solo l’ennesimo sfregio, appena ultimo in ordine di tempo alla cittadella di Canne della Battaglia—denuncia Vinella-dove, nel 2003, si verificò un ancora più vistoso crollo nella cinta muraria esterna alla Cittadella, nel muro restaurato (ma si fa per dire) durante l’ultimo cantiere e che franò) mentre il vicino muro di origine e costruzione medievale ha resistito e tuttora resiste non solo all’usura del tempo ma anche a quella di determinati “lavori” non eseguiti a regola d’arte. Come il nuovo plesso fantasma dell’Antiquarium (quello storico venne inaugurato da Aldo Moro, ministro della pubblica istruzione, domenica 21 aprile 1958) che resta chiuso con evidenti lesioni orizzontali lungo tutto il suo perimetro. Soldi pubblici spesi al vento. Il milione e 400mila euro destinato a completare questo “nuovo” Antiquarium, ma che, senza nemmeno essere partiti, già sono fermi e bloccati al capolinea a causa del contenzioso già sorto fra le uniche due imprese partecipanti alla gara d’appalto bandita dalla Direzione regionale dei Beni Culturali (…) Ma tanti soldi, come quelli già arrivati in passato e rispediti al mittente (i 750.000 euro pervenuti sotto il sindaco Maffei nel 2007 e mai utilizzati con danni enormi all’erario comunale anche per la penale di 25.000 euro pagata all’impresa appaltatrice che vinse il ricorso contro l’amministrazione comunale per impossibilità a completare le opere assegnate) fanno gola solo a chi su Canne della Battaglia vuole speculare. Anche con la propaganda di una certa politica chiacchierona e ruffiana. Noi del Comitato diciamo basta!»