Il Sì al referendum anche per «una nuova direzione della finanza locale»

Il Sì al referendum anche per «una nuova direzione della finanza locale»

Cancellazione delle province, il sen. Conciacich a Barletta

Non più il vecchio Senato di 315 senatori, con i medesimi poteri della Camera e quindi il bicameralismo paritario, bensì il nuovo Senato che rappresenti le realtà territoriali, formato da 74 consiglieri regionali, 21 sindaci e cinque senatori di nomina quirinalizia (non più a vita). Si è parlato soprattutto dell’aspetto che riguarda i territori locali previsto dalla riforma Renzi-Boschi su cui i cittadini si esprimeranno nel referendum costituzionale del 4 dicembre, nell’incontro di domenica mattina, presso un noto ristorante del centro di Barletta, organizzato dal Comitato BastaUnSì e i Giovani Democratici di Barletta. 14881756_10209617092717560_1296262282_oBisogna anche ricordare che i rappresentanti senatori non saranno più eletti direttamente dal popolo, ma attraverso un’elezione indiretta: scelti dai consigli regionali. Il forte intreccio fra politica ed economia rende ancor più concreto il senso della nuova direzione della finanza locale, che definisce dei principi fondamentali nella riforma, argomento descritto dal prof. Antonio Troisi, ordinario di Economia Politica presso Scienze delle Finanze all’Università di Foggia, sostenendo i vantaggi che le finanze locali trarrebbero dei nuovi principi espressi da questa riforma. Andrea Patruno, già Segretario cittadino del Partito Democratico e consigliere eletto nella prima e ultima elezione diretta del Consiglio Provinciale BAT, si è soffermato sulla “cancellazione” delle Province prevista dalla riforma. Ha offerto una vera e propria testimonianza dell’inutilità di portare avanti questa provincia con tre capoluoghi, che ha causato notevoli sprechi, e che di fatto è stata svuotata dei propri poteri già dalla riforma Del Rio, che merita di essere cancellata in maniera definitiva, come faranno anche tutte le altre province d’Italia, come previsto nella stessa riforma.

14895595_10209617095157621_500436358_oAl centro dell’incontro l’intervento del  sen. Roberto Cociancich (PD), coordinatore del Comitato Nazionale per il Sì e membro della Commissione Affari Costituzionali, soffermandosi sui principi di trasparenza e responsabilità sugli atti amministrativi che la riforma inserisce esplicitamente nella Costituzione. Inoltre viene inserito il cosiddetto “statuto delle opposizioni” che prevede una serie di espliciti diritti per tutto il corpo parlamentare, finora mai ufficializzati. Il controllo della spesa pubblica regionale sarà maggiormente attuabile verso queste nuove forme di trasparenza consentite. Dunque, i risparmi, troppo ottimisticamente annunciati dallo stesso Renzi e smentiti dalla Corte dei Conti (previsti per circa 50 milioni di euro) saranno intrapresi attraverso quello che il fronte per il Sì al referendum sarà un «rivoluzionario atteggiamento di risparmio e controllo della spesa pubblica». È intervenuto anche il segretario cittadino dei Giovani Democratici, Pietro Grippo, che ha ricordato il forte sostegno dei giovani in questa campagna referendaria, nonostante i sondaggi si esprimano attualmente a favore del No; la mattinata è stata introdotta e moderata da Ruggiero Crudele, referente del Comitato.14808683_10209617095677634_1313333590_o