L’audacia ed il coraggio ripagano sempre ed è stato proprio così per Annetta, barlettana d’origine che già da molti anni vive in giro per il mondo esplorando nuove culture ed orizzonti, con uno sguardo al futuro ed il cuore sempre volto alla propria terra, in cui ritorna appena le è possibile. Ora ad Edimburgo ha inaugurato un’attività dal forte sapore italiano, in collaborazione con Margi, anche lei italiana. Profumi del Bel Paese ed un nome fortemente nostrano fanno di Tiramisù una caffetteria-gastronomia dove ritrovare il calore di casa e perché no, un panino barlettanissimo dal nome “Barlett e Avest”. Abbiamo così deciso di intervistare Annetta, per sentire la storia della sua attività e capire quanto i prodotti nostrani siano amati anche (e soprattutto) fuori dall’Italia.

Da cosa nasce il progetto Tiramisù?

«Il progetto Tiramisù nasce dal desiderio di due giovani ragazze di portare parte delle bontà gastronomiche tipiche delle loro calde terre d’origine, la Sicilia e la Puglia, in un freddo paese come la Scozia, più precisamente nella capitale Edimburgo. Tiramisù è un marchio registrato, lo abbiamo fatto perché abbiamo ancora tante idee e la speranza di crescere e fare sempre di più.»

È nata sin da subito questa sinergia tra te e Margi?

«Ci siamo conosciute circa due anni fa sul posto di lavoro e da subito è nata un’amicizia, abbiamo condiviso tante esperienze e col passare del tempo ci siamo rese conto che i nostri sogni nel cassetto non erano poi così diversi: entrambe volevamo mettere su qualcosa in cui poter dare il meglio di noi stesse, di poter regalare a degli ipotetici clienti un’esperienza unica, sia a livello gastronomico che a livello umano. Per questo motivo, con il passare del tempo, è nata in noi l’idea di dar vita ad un progetto insieme, magari una piccola caffetteria/gastronomia in cui ognuna poteva coltivare le sue passioni e allo stesso tempo realizzarsi sul lavoro.«

Come avete strutturato la vostra idea?

«Una volta trovato il coraggio di buttarsi in questa avventura serviva trovare qualcosa che la contraddistinguesse da tutte le altre attività della zona. Cosa potevamo offrire di diverso? In che modo conquistare i clienti sia italiani che del posto? Prima di tutto: genuinità, originalità, semplicità. Nasce così l’idea di portare, nel vero senso della parola, il caldo sud Italia nella fredda Scozia. Come? Sono bastate un po’ di cime di rapa e qualche cannolo con la ricotta. Il nostro obiettivo principale era quello di far conoscere ad un popolo, la cui cultura gastronomica non è minimamente paragonabile a quella italiana, quanta bontà può esserci dentro qualcosa di così genuino e semplice e allo stesso tempo regalare un pò di casa a tutti quei ragazzi che hanno dovuto, come noi, abbandonare le proprie città, case, famiglie e bontà culinarie per realizzarsi altrove.»

Un nome originale per un’attività in Scozia e, d’altronde, italianissimo. Come lo avete scelto tra tanti nomi possibili che si richiamassero all’italianità?

«L’idea del nome nasce dal fatto che entrambe abbiamo una passione per il tiramisù e Margi sa “davvero bene” come farlo, quindi nel nostro locale potrai trovare sempre un ottimo e fresco Tiramisù e poi uno special al giorno al gusto pistacchio o mandorle o fragole e tante altre varianti possibili in base alla nostra fantasia.

Cosa si trova nel vostro menù?

«Il nostro menù è abbastanza vasto, essendo aperti dalle 8:00 del mattino sino alle 18:00, partiamo con le colazioni, vasta scelta di cornetti, tra cui i più gettonati, alla crema di pistacchio e alla crema di mandorle, cannoli siciliani fatti da noi, paste di mandorle senza glutine e tantissimo altro. Poi in giornata abbiamo la lista dei panini, quello che mi sta più a cuore si chiama “Barlett e Avest”, è una ciabatta farcita con paté di rape e acciughe, salsiccia, mozzarella e rape sott’olio, di produzione propria che mi manda la mia famiglia. Ci sono inoltre piadine e panzerotti fatti in casa, arancini e in più fuori dal menù ogni giorno puoi trovare diverse specialità di pasta fresca, o una zuppa del giorno che visto il freddo della Scozia è sempre richiestissima.

Oltre alla consumazione sul posto, un vostro cliente può portarsi a casa alcuni tipici prodotti italiani. Come li producete?

«Si, il nostro locale è anche un punto vendita di prodotti rigorosamente artigianali: dalla mia terra ho importato l’olio, i favolosi taralli che vanno a ruba, la salsa fatta in casa, le orecchiette e vari paté tipici della Sicilia invece Margi ha importato la caponata, latte di mandorla, la favolosa nutella di pistacchi e marmellate tipiche anch’esse artigianali.»