«Il concetto di diverso deve animare la nostra voglia di accettare l’altro, accoglierlo e denunciare ogni forma di discriminazione a voce alta, senza paura, vincendo ogni forma di omertà per sradicarlo completamente. Non si può far finta di non vedere e girare la faccia dall’altra parte». Le parole di Don Vito Carpentiere, parroco della chiesa di Santa Lucia a Barletta, hanno rappresentato il manifesto, o una delle principali intenzioni, del convegno “La diversità unisce ed arricchisce la collettività, promosso dal Fondo Internazionale per la Fotografia, Video e Comunicazione con il patrocinio del Comune di Barletta in occasione della Giornata per l’eliminazione delle discriminazioni razziali, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a ricordo del massacro di Shaperville dove, il 21 marzo 1960, la polizia sudafricana uccise 69 manifestanti che protestavano pacificamente contro l’apartheid. A moderare l’incontro il giornalista Luca Guerra.

Nella cornice del Future Center di viale Marconi, personalità dell’arte, del mondo del commercio e della scuola (presenti rappresentanti e studenti della “D’Azeglio-De Nittis” di Barletta e dell’IISS “Colasanto” di Andria) hanno dato vita a una tavola rotonda, finalizzata a cercare di dare una definizione del concetto di diversità, da intendersi come «ricchezza di valori e contenuti», come ha precisato in apertura di lavori Ruggiero Di Benedetto, presidente nazionale del FIOF. Convinti del diritto di ogni essere umano di essere felice e di realizzarsi, il Fiof intende promuovere una campagna di sensibilizzazione attraverso vari strumenti, diffondendo nella società una cultura dell’integrazione e dell’inclusione. «Abbiamo quindi deciso di organizzare una serie di iniziative per diffondere la stessa attraverso il canale dell’arte. Riteniamo infatti che l’arte e il “bello” possano essere il tramite e uno strumento accessibile a chiunque attraverso cui comunicare e promuovere un messaggio di tipo culturale e sociale». «Un’enorme ricchezza-ha ribadito il concetto l’architetto Cosimo Santoro, presidente del Future Center- la storia, altra grande maestra di vita, lo dimostra: le civiltà e gli imperi più vitali sono sempre stati quelli caratterizzati da grande varietà culturale, etnica, religiosa». La diversità come bisogno di tutela è stata invece al centro dell’intervento di Pierpaolo Grimaldi, consigliere dell’ordine degli Avvocati di Trani.

L’innovazione, che è il grande motore dei nostri giorni, nasce spesso dal confronto tra chi pensa A e chi pensa A1. O A+. La dimostrazione è stata resa dalla presenza di Vito Fusco e Antonio Gibotta, fotografi la cui fama travalica i confini nazionali, a Barletta per raccontare con le immagini il loro concetto di diversità. Fusco ha presentato “Stonewall: The Temple”, progetto nato nel giugno 2016, durante un workshop con Davide Monteleone a New York e selezionato da Orvieto Fotografia 2017: una summa di incroci in un tempio per il mondo LGBTQ. Gibotta, premio FIIPA 2017 e secondo classificato al World Press Photo nella categoria “People”,  ha portato in rassegna quattro opere, dirompenti in egual modo ma capaci di guardare a tematiche complesse e intense al tempo stesso: dagli “Enfarinats” di Ibi ai migranti nel gelo di Belgrado e Eidomeni, passando ai viaggi nel treno bianco dell’Unitalsi verso Lourdes. Un’ora di emozioni in video e foto, a suggellare una giornata densa di contenuti e spunti. L’arte al centro di una rivoluzione silenziosa, dunque: la conferma è arrivata dal lancio dell’omonimo progetto fotografico “La diversità unisce ed arricchisce la collettività”, una campagna di sensibilizzazione sulla diversità. In mostra anche le opere di Sabino Balestrucci, Damiano Lamonaca, Roberto Colacioppo, Aldo Frezza, Alice Casadei, Daniela Ciriello, Marco Slavazza, Antonio Lorenzini, Giancarlo Bellantuono, chiara Arnaud, Diego Pizi, Vincenzo Fratepietro e Mario Vitolo.

regolamento concorso La diversità unisce ed arricchisce la collettività