C’è anche un 20enne barlettano tra le 17 persone arrestate perché accusate di fare parte dell’organizzazione criminale transnazionale dedita alla diffusione online di materiale pedopornografico. Oltre 22mila video, 34mila immagini e 280 gigabyte di materiale illecito: sono questi i numeri della vasta operazione svolta dagli specialisti della Polizia Postale, coordinati dai pm della Dda di Roma. L’organizzazione contava oltre mille utenti nel mondo, di cui oltre 20 in Italia, che pagavano con criptovalute per poter accedere ai contenuti, dai 3 ai 9 dollari mensili. Il dato sconfortante è la novità che riguarda la giovane età dei membri dell’organizzazione, compresa tra i 20 e i 28 anni. Ma questo non era certamente in freno per generare denaro in questo orrendo fenomeno criminale. Le indagini sono partite dall’Identificazione nel 2024 di uno degli amministratori, un 24enne campano, e di lì è partita una complessa attività sotto copertura da parte di un poliziotto che è riuscito a riscuotere la fiducia di chi gestiva l’organizzazione. Per scongiurare il pericolo di monitoraggio da parte delle forze dell’ordine erano stati anche utilizzati “canali privati esclusivi” per lo scambio informativo ed organizzativo. Tra i diversi amministratori della rete, uno era a Barletta, altri residenti nelle province di Napoli, Verona, Messina e Genova, un altro ancora in Svizzera. Alcuni avevano precedenti specifici, mentre altri risultavano incensurati.