È aperta la corsa alle Primarie di centrosinistra per la scelta del candidato sindaco della coalizione progressista, che si svolgeranno il prossimo 11 febbraio. I candidati sono due medici: il dott. Cosimo Cannito, primario del Pronto soccorso di Barletta, espressione del Partito Socialista Italiano e Sandro Scelzi, primario del reparto di radiologia a Cerignola, per il Partito Democratico. Incontriamo quest’ultimo per conoscere meglio il suo punto di vista in questo momento di Primarie.

Un po’ seccato ha ricordato di essere stato troppo disegnato come “molto vicino all’assessore regionale Filippo Caracciolo”. Dov’è l’errore?

«So di godere della fiducia dell’assessore Caracciolo, come anche quella del consigliere regionale Mennea e dell’on. Boccia; questi hanno appoggiato la decisione del Direttivo barlettano e con loro anche i vertici regionali del Partito. Oggi è chiaro che Filippo Caracciolo, come ‘punta di diamante’ del PD locale abbia particolare voce in capitolo. Non sono seccato dall’essere ritenuto vicino a questa figura, come possiamo anche dire che mi reputo in linea con le posizioni del Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano».27016701_10213511519075785_649848929_o

È stato inserito fra i potenziali candidati alle Primarie di centrosinistra all’ultimo momento: esisteva già un’ipotesi in campo? Il Direttivo del PD, che comunque l’ha scelta all’unanimità, ha lamentato che il suo nome è stato fatto all’ultimo momento, non potendo neanche creare una discussione a riguardo, quasi imposto. Che ne pensa? Rischieremmo di portarci dietro nella prossima consigliatura le particolari condizioni di divisione nel partito com’è accaduto per Cascella?

«Il Partito Democratico è stato la forza trainante di questa maggioranza, anche quando la coalizione ha perso pezzi come Sinistra Unita, diventata disunita, o le dispute interne tra i consiglieri della lista civica del Sindaco, il cambio di assessori per la rappresentanza in Giunta della Buona Politica, Area Popolare in continua trasformazione nelle sue componenti in Consiglio, ma anche il Centrodestra: Il PD è stata l’unica forza che non si è disunita in questi anni; quando si è trattato di questioni fondamentali non ha mai fatto mancare la sua coesione. Cascella non ha avuto difficoltà causate dal PD. Diversi sono stati i nomi proposti per la candidatura, ma quando è stato proposto il mio nome al Segretario Defazio, molti sono stati ritirati e la discussione non è stata lunga: si è convenuti subito per una persona affidabile e disponibile, condividendone la decis5ione».

I due candidati alle Primarie, lei e Cannito, siete due professionisti di ottimo livello, ciascuno con le proprie esperienze in campo amministrativo; vi accomuna anche il ruolo di consigliere comunale nella consigliatura uscente: Cannito però all’opposizione finora. Qual è il discrimine principale che solca la differenza fra le due candidature?

«La scelta delle Primarie nasce da una volontà di coalizione di gruppo che ha discusso e discute al suo interno. Cannito finora ha fatto un’opposizione non sempre costruttiva, anzi spesso distruttiva. La sua candidatura non è frutto di una condivisione all’interno della coalizione; anche se lui parla di un’esperienza decennale nella politica locale, non sempre un buon giocatore diventa un buon allenatore. Bisogna costruire una buona squadra vincente. Questo non deriva da quarant’anni di esperienza in politica, ma da caratteristiche personali. La squadra farà la differenza e noi saremo chiamati a farne parte, come leader o meno. Cannito è un ottimo giocatore, ma questo non basta a creare il gruppo giusto. Credo di conoscere bene la mia città, perché la vivo appieno girando per le sue diverse zone e per i tanti locali. Non è detto che decantare un’esperienza lunga come quella di Cannito nella politica barlettana sia per forza un merito: non sono molti i suoi risultati politici».

Lei ha detto che non vuole sottolineare la discontinuità rispetto all’Amministrazione Cascella, ma migliorare il percorso decisionale attuato: quali le principali questioni sul tavolo? In cosa promuove Cascella?

«Il PD non può invocare la discontinuità, poiché è stato autore principale dell’Amministrazione Cascella, ma certamente sono stati commessi degli errori a cui dovremo porre riparo, ma anche proseguire i tanti progetti avviati. Il percorso del PUG ad esempio, anche se già in fase avanzata, dovrà essere concluso; la valorizzazione delle litoranee deve proseguire; l’attenzione alle questioni ambientali, per cui si sta già beneficiando dell’attenzione dell’assessore all’ambiente regionale Caracciolo, deve essere un elemento fondamentale; così i tanti progetti avviati dagli assessori dovranno proseguire. Cascella probabilmente non è riuscito a comunicare bene le tante novità apportate durante questo mandato».

Se lei dovesse perdere le Primarie, s’impegnerà personalmente a lavorare per la coalizione comunque? Se lei dovesse vincere qual è la prima promessa che si sentirà di voler esprimere da candidato sindaco?

«Come ho sempre ribadito, a prescindere dal risultato delle Primarie, resterò a disposizione del Partito comunque; non si dovrebbe parlare di vincere o perdere, ma è una scelta democratica affidata ai cittadini. Questo è l’alto principio democratico delle elezioni primarie: non mi sembra che sia condiviso dal competitore. In caso di mia affermazione come candidato sindaco, organizzeremo una squadra giovane e competitiva per discutere e affrontare le principali problematiche della città. Per il programma siamo già a lavoro e verrà condiviso da tutta la coalizione. Coinvolgeremo i cittadini nella stesura del programma, ascoltando anche le critiche costruttive».

Nel suo discorso iniziale ha ricordato, citandolo come suo maestro, Francesco Salerno: in cosa pensa di poter prendere spunto in un suo eventuale mandato?

«Sicuramente ricordo e vorrò emulare Salerno per la sua progettualità futura, caratteristica fondamentale di un buon Sindaco. Salerno riusciva a guardare lontano, in una prospettiva di anni, infatti ancora oggi siamo a ricordarlo poiché la città sta raccogliendo i positivi interventi tracciati dalle sue amministrazioni. Io vorrei, con la mia coalizione, dare dei benefici alla mia città non solo immediati, ma anche a lungo termine».

Recentemente Cannito ha evidenziato che la sua assenza in un dibattito televisivo, fosse figlia della sua impreparazione sui temi del buon governo della città, preferendo eludere il confronto diretto.

«Ribadisco a Cannito che non si tratta di una battaglia, ma di una preferenza tra due figli di una stessa coalizione. Al momento di stilare insieme il programma, questo sarà pienamente condiviso da me e da lui. La presunzione dell’uomo singolo verrà superata dalla capacità di fare squadra: a Roma, Torino o Parma abbiamo perso non per la mancata esperienza, ma perché gli altri hanno saputo opporre un’importante lavoro di squadra. Dobbiamo lavorare nella stessa direzione. Io non sarò preparato come lui dice, ma conosco perfettamente la mia città, le sue abitudini, i suoi bisogni».