Mancano solo sei giorni alla scadenza, secondo i termini di legge, affinché siano confermate o ritirate le dimissioni da parte del sindaco Cannito, che le ha protocollate il 6 agosto scorso; da allora è stato un susseguirsi d’incontri più o meno formali tra rappresentanti della politica locale, perfino nella settimana ferragostana. Questa mattina un ulteriore incontro di maggioranza, o meglio con quella parte di maggioranza che sta con il Sindaco: in realtà nulla di nuovo, nel senso che si è ripartiti da dove gli avevamo lasciati e cioè dalla richiesta degli otto consiglieri dissidenti di ottenere due assessorati, la presidenza del Consiglio comunale e la presidenza della Bar.S.A, e la maggioranza della maggioranza (cioè 12 pro Cannito) che devono elaborare una risposta ufficiale. Pochi consiglieri sarebbero per la via della “trattativa” con i dissidenti, invece molti restano per la “fermezza”. Quello che è certo, tuttavia, è che si sta cercando di fare il possibile per ricomporre la grave spaccatura all’interno della maggioranza consiliare.

La rottura si è palesata, ricordiamo, dopo la nomina di una Giunta decisa unicamente dall’allora neoeletto sindaco Cannito, che ha trionfato al primo turno delle Amministrative di giugno con una coalizione civica trasversale. Pare che si stia lavorando per ricomporre i cocci, ma non escludiamo nulla. La Giunta potrebbe essere azzerata, come chiedono gli otto “dissidenti”, la Presidenza del Consiglio comunale potrebbe anche andare alle opposizioni, come del resto ha detto anche lo stesso Cannito durante le sedute consiliari che non sono state in grado di eleggerne uno. Intanto, si è iniziato a fare il nome del consigliere del PD Antonio Divincenzo, in caso di apertura alla maggioranza del gruppo consiliare dem, ma il diretto interessato smentisce qualunque tipo di discussione a riguardo, continuando ad indicare come unica possibilità, in caso, il nome di Dino Delvecchio. Ci piacerebbe capire se questo momento “critico” sta facendo meglio alla persona di Mino Cannito, che si sta comportando nel migliore dei modi possibili anche se il “peccato originale” resta il suo, per aver creato una coalizione facendo prevalere il “tutti dentro”, o al Partito Democratico che sta riaffermando una propria verginità per lo meno ufficialmente in questa fase; forse a tutti e due. Chissà di vederli insieme durante una prossima campagna elettorale?

Probabilmente, la linea della fermezza, oltre a rappresentare l’ormai nota caparbietà del Sindaco, potrebbe assicurare allo stesso un ritorno dal punto di vista elettorale in futuro visto che i cittadini si stanno mostrando sempre più dalla parte del Primo cittadino, affinché non si ritorni a retaggi passati molto criticati finora. Tuttavia, non riteniamo che la città possa permettersi un lungo periodo di commissariamento che avrebbe solo i poteri dell’ordinaria amministrazione: questo rallenterebbe di molto la necessaria accelerazione di cui in questo momento ha bisogno la città.

Intanto, in queste ore, ci risulta un nuovo incontro di maggioranza di cui vi terremo aggiornati.