«Barletta è un cantiere a cielo aperto, ma tra non molto diventerà un cantiere a tutto spiano e noi non possiamo accettare di prenderci solo i disagi che derivano da tutto questo. In ognuno dei cantieri in cui stiamo avviando lavori, operano ditte, con annesse maestranze, provenienti da tutte le parti d’Italia, senza che stipendi e utili rimangano a Barletta. Per i nostri cittadini invece? Per loro non resta niente. Non possiamo andare avanti così: a Barletta devono lavorare i barlettani». È l’allarme che il consigliere comunale di Barletta, Rocco Dileo, lancia al sindaco Cannito, sollecitandone il più profondo spirito socialista, all’indomani di un’ulteriore consegna di lavori a ditte non barlettane.

«Abbiamo le competenze e le professionalità necessarie per raggiungere questo obiettivo. Politica, sindacati e anche i cittadini: tutti devono volerlo, tutti devono pretenderlo. Questo è il primo passo che noi socialisti vogliamo fare per concedere un meritato sospiro di sollievo all’economia locale, martoriata dalla globalizzazione, massacrata dalla mano d’opera di importazione. Per questo mi rivolgo a chi nel socialismo ci ha creduto e continua a crederci, il sindaco Mino Cannito, compagno di una storica militanza politica che non ha intenzione di arrestarsi ora che è alla guida del governo cittadino. La maggioranza, sindaco, la sostiene nel lavoro avviato, ma è arrivata l’ora di occuparci anche delle imprese, delle professionalità cittadine, dei cittadini lavoratori e delle loro famiglie. Ci piace pensare che i prodotti a “Km zero” siano migliori? Bene, allora che sia così anche per il lavoro».

«In un contesto geo-politico in cui forze sovraniste e populiste – conclude Dileo – rischiano di minare seriamente la cultura di sinistra che ha forgiato questo paese dopo il secondo conflitto mondiale, il socialismo sta risorgendo in Europa, pronto ad affrontare le sfide che ci impone l’attuale conformazione politica, pronto ad essere dalla parte dei cittadini. Barletta sarà uno dei punti di partenza di questo percorso. Potremo dirci soddisfatti quando in città prolifereranno posti di lavoro, quando le ditte che opereranno sul territorio si serviranno di maestranze barlettane, di menti e professionalità brillanti che abbiamo avuto l’onore di formare nelle nostre botteghe, nelle nostre aziende e nelle nostre scuole. I barlettani non saranno lasciati soli, questa è una promessa».