L’ANPI riconferma l’antifascismo di Barletta, nuova sede comunale

L’ANPI riconferma l’antifascismo di Barletta, nuova sede comunale

Conferenza al Castello sulla Resistenza meridionale

Sono 204 i partigiani di Barletta rintracciati dalle ricerche compiute dall’A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia). Ieri sera, la sezione barlettana ha annunciato l’apertura della nuova sede comunale, che sarà ospitata presso la sede dell’Arci “Cafiero” di C.so Vittorio Emanuele 63, dedicata al partigiano Dante Di Nanni, per valorizzare il ruolo della città assunto durante la Guerra di Liberazione. Ricordiamo che Barletta è stata decorata da ben due medaglie d’oro alla Resistenza, che non solo rappresentano un orgoglio per la cittadinanza intera, ma anche un monito per tutti, ribadendo che “Barletta è una città antifascista”.53172801_550350082127334_8540515646025236480_n

L’ANPI è una realtà che ha oltre 120.000 iscritti ed è da sempre in prima linea nella tutela della democrazia e della Costituzione, tenendo viva la memoria della Resistenza. Essere antifascisti oggi vuol dire riconoscersi nei valori comuni di libertà, di uguaglianza e di accoglienza. «Impegno che non deve mai cessare – dichiara Roberto Tarantino, Presidente ANPI BAT – oggi, più che mai, l’ANPI deve essere in campo per tramandare la memoria storica e rinnovare i valori che alimentarono l’avversione al fascismo e l’ardore manifestato dai resistenti per liberare l’Italia dall’occupante nazista». Questi ha anche esortato le Istituzioni ad agevolare la ricerca storica di quel periodo. “Barletta, città della Resistenza meridionale” è il titolo della conferenza che si è svolta presso la sala conferenze – “cappella” del Castello, ed è stata l’occasione di presentare nuove ed inedite fotografie di cittadini che hanno combattuto per la Liberazione. Sono intervenuti per i saluti istituzionali: il Sindaco Cosimo Cannito, il Presidente del Consiglio comunale Sabino Dicataldo, l’Assessore alla cultura di Barletta Michele Ciniero, che è ritornato sul tema dell’importanza della ricerca e della sua diffusione anche per promuovere il territorio, esprimendo la volontà di chiudere definitivamente al traffico il pezzo di strada antistante il muro dell’ex edificio postale in Piazza Caduti dove avvenne l’eccidio dei vigili del 1943; la sen. Assuntela Messina ha voluto sottolineare l’importanza di valorizzare le microstorie di cui si compone il nostro Paese.

53668461_2240803966007481_7882603604912111616_nPer illustrare il ruolo di Barletta nella Guerra di Liberazione e di chi vi ha partecipato, l’intervento della Presidente della sezione comunale, Francesca Romana Rizzi e al ricercatore IPSAIC Bari Massimiliano Desiante. Quest’ultimo si è soffermato sui fratelli Vitobello, di origine barlettana entrambi detenuti a Ventotene, superando la credenza che la guerra dei Partigiani abbia interessato solo il Nord Italia.

Si è voluto confermare come i valori universali siano ancora giustamente saldi e presenti, necessari a contrastare le “nuove forme di fascismo”. Ha moderato Antonella Filannino.