Al Maggio dei Libri la presentazione di “sogni e altiforni”

Al Maggio dei Libri la presentazione di “sogni e altiforni”

Al Castello l’incontro con la coautrice Cristina de Vita

Presentato al Premio Strega 2019 “Sogni e Altiforni” di Gordiano Lupi e Cristina de Vita è entrato a pieno titolo nel programma de “Il Maggio dei Libri” messo a punto a Barletta dalla Biblioteca Comunale Sabino Loffredo. Un romanzo scritto a quattro mani che racconta una storia d’amore dalla parte di lui e dalla parte di lei.  Il toscano Gordiano Lupi narra di “Piombino – Trani senza ritorno” (sottotitolo del libro), delle stagioni della vita e del cuore di Giovanni, ex calciatore, intrappolato dai ricordi e dalla nostalgia del passato e soprattutto della dolce Debora conosciuta a Trani, quando militava negli anni ‘70 nelle fila biancazzurre.

Cristina de Vita, pugliese di Statte, firma la seconda parte del romanzo con il sottotitolo “Sinfonia d’autunno – La voce di Debora” descrivendo al femminile, con estrema sensibilità e concretezza, la storia dei due innamorati, senza trascurare le ambientazioni legate alle radici, alle identità e agli usi e costumi del territorio, di un’epoca passata e ricca di tradizioni. Cristina de Vita a Barletta nella sala conferenze del Castello, accompagnata dalle voci narranti di Matilde Cafiero e Anna Chiumeo, parla della sua nuova opera, rappresentando anche il coautore del romanzo impossibilitato a raggiungere la città della Disfida per una serie di impegni.

In “Sogni e Altiforni” c’è la vita che scorre, c’è il tempo perduto, c’è una nostalgia canaglia, ci sono i rimpianti, il vissuto, l’ambiente che ci circonda con i ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza, con i mille problemi legati alle acciaierie di Piombino, al ciclope stanco, al gigante addormentato, alla classe operaia, all’inquinamento; c’è lo stadio Magona, la passione sfrenata di Giovanni per il calcio, presente nella quotidianità in tutte le sue mille sfaccettature, ci sono i se, i ma, i dubbi e le perplessità, il sapore e i saperi delle stagioni andate, di quella clessidra la cui sabbia scorre inesorabilmente, e soprattutto c’è l’amore che ha segnato profondamente Giovanni, uomo del Nord, e Debora, donna del Sud. Così vicini e così lontani. Serbata nel loro cuore una parentesi indimenticabile, inossidabile, mai sopita, nonostante il trascorrere degli anni e il mutare degli eventi. Entrambi non hanno mai rimosso frammenti di felicità e di passione, e sogni mai avverati. Per colpa di chi?

Sogni e Altiforni Barletta 2

Giovanni incontra Debora a Trani in Piazza della Repubblica. Con uno sguardo si incrociano e si assemblano due vite, due storie. Debora cuce, ricama all’istituto di Suore delle Caterinette. È brava, precisa, è la preferita di Suor Celeste. I due giovani si innamorano ma le ambizioni e la passione per il calcio porteranno Giovanni ad un bivio, dovrà scegliere: a Milano c’è l’Inter che lo corteggia e avrà la meglio su Debora …

Giovanni lascerà Trani e Debora da quel momento tiferà Inter, ma lo sa che la loro storia sarà sacrificata e destinata, pian pianino, ad eclissarsi definitivamente. Non si dimenticheranno mai e per le stranezze della vita, si ritroveranno 40 anni dopo. Giovanni, in qualità di dirigente accompagnatore della squadra del Venturina, ritornerà a Trani in quello stadio pieno di ricordi, rivedrà Debora (il nipote Luigi gioca a calcio) e ceneranno insieme circondati e sopraffatti dai ricordi, ma con occhi diversi, in un clima dettato dalla maturazione del tempo che passa. .

Sogni e Altiforni, copertina

Il pubblico de “Il Maggio dei Libri” applaude, apprezza e dialoga con l’autrice. La storia piace. il romanzo è corredato dalle belle, professionali e significative foto di Riccardo Marchionni e di Cristina de Vita che ben si coniugano con le vicende narrate.

Cristina de Vita ha vinto concorsi di poesia nazionali ed esteri. Con Lucio Dalla ha realizzato il Festival Il Mare e le Stelle alle Tremiti, ha organizzato alcuni incontri di Spiagge d’Autore e su Fernando Pessoa. Ha curato il giro di presentazione di Juan Martin Che Guevara con il suo libro “Il Che, mio fratello”.

Nei miei nuovi progetti -dice a margine dell’incontro – potrebbe esserci anche qualcuno di voi!”. Ama osservare Cristina, e guardare negli occhi il pubblico, i suoi interlocutori. E alle volte, qualcuno, finisce nei suoi scritti!