Palazzo Tresca è salvo? Intanto la Soprintendenza sospende i lavori

Palazzo Tresca è salvo? Intanto la Soprintendenza sospende i lavori

Boccata d’ossigeno per i tanti cittadini contro la demolizione

Proprio in questi giorni, come vi abbiamo prontamente raccontato, è tornata a presentarsi la questione relativa alla possibile demolizione di Palazzo Tresca, edificio risalente al 1885, già bloccata tempestivamente meno di due anni fa, quando il permesso da parte del Comune era stato già concesso. Si tratta di un edificio privato abbandonato da tempo, situato al civico 20 di via Imbriani, testimone dell’importante espansione del XIX secolo di Barletta. Siamo oggi a riferirvi di un importante risultato raggiunto dalla cosiddetta società civile che si è interessata fortemente alla questione in questi mesi: di ieri è la comunicazione al Comune di Barletta da parte della Soprintendenza ai Beni Culturali in cui si chiede di sospendere i lavori di demolizione previsti, per dar modo a quell’Ufficio di analizzare la documentazione riguardo al palazzo e la relativa concessione. Per cui, immediatamente è stata emessa un’ordinanza di sospensione.

Nei giorni scorsi è apparsa una recinzione davanti all’edificio, che ha messo ancor di più in allerta i tanti cittadini attenti al territorio, giovani ingegneri e architetti barlettani, le associazioni culturali che si sono mosse per sollecitare l’attenzione dell’Ente regionale, raccogliendo maggior clamore sui social network e attraverso gli organi di informazione. Si tratta di un traguardo soltanto in parte raggiunto, infatti non è chiaro cosa accadrà in seguito alla sospensione, magari un vincolo. Si chiede di salvare un concetto di armonia estetica nella nostra città, valorizzando quegli edifici rappresentativi di un passato che fu. Una facciata che peraltro si trova proprio accanto al bellissimo Palazzo Calò dell’illustre ingegnere Boccassini, e che si affaccia proprio sui giardini “De Nittis” con la prima scuola elementare della città, “Massimo d’Azeglio”, di fronte alla storica sede del Circolo Unione. La normativa vigente consente la demolizione e ricostruzione, non essendo previsto attualmente alcun vincolo; sicuramente, il ritardo dell’approvazione, ancora non pervenuta, del nuovo Piano Urbanistico Generale, consente uno stravolgimento di quella costruzione, poiché in questo dovrebbero essere presenti quelle norme di tutela, che dovrebbero riguardare anche gli edifici dell’ampliamento ottocentesco e primo novecento. La Politica si è interessata solo parzialmente alla questione, come spesso accade.