«Palazzo Tresca, si apra un tavolo permanente di confronto»

«Palazzo Tresca, si apra un tavolo permanente di confronto»

La richiesta di Italia Nostra

«Come già accaduto in passato, a Barletta ritorna la discussione su temi urbanistici, che scontano l’assenza di un Piano Urbanistico Generale (PUG) adeguato agli orientamenti innovativi del Piano Paesaggistico approvato dalla Regione Puglia (PPTR). Ci riferiamo in particolare alla questione ben nota della possibile demolizione di Palazzo Tresca su cui già un paio di anni fa c’è stato un ampio dibattito ben dettagliato negli articoli redatti dal prof. arch. Ettore Mazzola e disponibili sul suo blog al seguente link:
http://www.picweb.it/emm/blog/index.php/tag/palazzo-tresca/

A questi si aggiunge una petizione popolare promossa da un gruppo di giovani architetti della nostra città:
http://chng.it/mxkNZB5M

Lo scrivente presidio di Italia Nostra di Barletta, ha a cuore l’armonico sviluppo urbanistico della nostra città nel rispetto dei valori identitari che ancora si possono scorgere chiaramente sia in alcuni contesti urbani che nel territorio. Condividiamo appieno la posizione del MIBAC che ha portato al momentaneo blocco dei lavori al fine di approfondire l’istruttoria tecnica sui documenti progettuali di Palazzo Tresca. Alla luce della documentazione prodotta negli articoli menzionati il presidio di Italia Nostra di Barletta CHIEDE che venga istituito il vincolo ministeriale su Palazzo Tresca.

Non si può tuttavia non sottolineare quanto i ritardi nella prosecuzione del dialogo sul Documento Programmatico Preliminare del PUG rischino di vedere compromessi e persi per sempre alcuni pregevoli edifici, di cui Palazzo Tresca rappresenta un chiaro esempio, a fronte di nuove costruzioni che sorgeranno o stanno sorgendo.
Riteniamo che tutti gli interventi sul territorio, nelle more del tanto agognato PUG, debbano seguire regole di buon senso e un approccio di questo tipo non deve aspettare la redazione di un PUG per divenire consuetudine. Sono stati promossi nel passato interventi che non hanno tenuto conto di palazzi di gran pregio, come il rimpianto Palazzo Cuomo, o di beni architettonici quali le Porte della Città distrutte. Oggi si assiste anche ad interventi costruttivi, eseguiti nell’ottica della rigenerazione urbana, che tuttavia incidono in aree gravate da problematiche sanitarie ed ambientali non di poco conto per le quali tali aree necessiterebbero altre dinamiche urbanistiche ed altri tipi di rigenerazione.

Pertanto, si chiede all’Amministrazione Comunale di istituire un tavolo tecnico permanente con associazioni, tecnici e associazioni di categoria per riflettere seriamente su eventuali cambi di destinazione di alcuni immobili di interesse storico, che servano a preservarne le qualità architettoniche. Il Tavolo dovrebbe inoltre prendersi cura della questione del consumo di suolo nel territorio di Barletta, su cui l’Amministrazione ha posto particolare attenzione nelle proprie linee programmatiche. Barletta, al pari di altri Comuni italiani, è caratterizzata da fenomeni di congestionamento nel centro urbano di recente edificazione (successivo agli anni ’60), mentre nell’agro prossimo alla città si assiste ad una dispersione e polverizzazione di insediamenti come seconde case, ma anche attività produttive. Vi sono interventi illogici e dannosi per l’ambiente che si allargano a macchia d’olio verso la campagna (enormi superfici asfaltate in numerose autorimesse, ripristini ambientali con fresato d’asfalto potenzialmente dannoso per suolo e falda, ecc): tutto ciò provoca perdita irreversibile di suolo fertile e notevoli problemi di vivibilità.  E’ perciò imprescindibile, prima di intervenire sul territorio, anche in assenza del PUG, ragionare sugli aspetti legati al decoro urbano, alla sicurezza e alla salubrità delle aree destinate alla residenza permanente; ragionare sulle criticità ambientali, su quelle paesaggistiche e sulla effettiva necessità ed efficacia di un ulteriore consumo di suolo. E’ indispensabile consolidare i valori territoriali e tramandarli alle future generazioni: solo un approccio multidisciplinare, nel rispetto di tutte le professioni che si occupano di governo del territorio, può garantire la crescita civile di una comunità perché attraverso la tutela e la conservazione si può preservare l’identità storico culturale del territorio.

Infine Italia Nostra, presidio di Barletta, chiede un incontro con l’Amministrazione comunale per delineare un programma di dialoghi sul nostro territorio costruito ed extraurbano e rimane a disposizione per organizzare convegni e seminari e per approfondire i temi che servano a preservare i valori identitari di Barletta senza rinunciare alle innovazioni tecnologiche e agli interessi di impresa».

Italia Nostra

presidio di Barletta

I firmatari:

Dott.ssa Luisa Filannino

Geol. Raffaele Lopez

Prof. Arch. Ettore Maria Mazzola

Arch. Gilberto De Tullio

Prof. Michelangelo Filannino

Arch. Antonella Cardinale

Arch. Alberto Pedico

Arch. Salvatore Terlizzi

Arch Bernardo Bruno

Ing. Marta Cecca

Dott. Fabio Porreca

Arch. Francesco Buttari

Prof. Francesca De Santis