Aria maleodorante, emergenza rientrata. L’attenzione resta massima

Cannito: «Abbiamo risolto senza padroni o padrini». Si scatena la polemica politica

«Si è trattato del malfunzionamento di una azienda per la lavorazione di sottoprodotti di origine animale e vegetale sita nella città di Trani, lungo la provinciale Corato-Barletta, che nei giorni a ridosso di Ferragosto ha causato il cattivo odore che ha letteralmente invaso le città, prima di Andria e di Trani e poi di Barletta» – questo l’esito delle verifiche effettuate dalla polizia locale di Trani e di Barletta con l’Arpa, comunicato ufficialmente in una conferenza stampa di questa mattina presso la Sala Giunta di Palazzo di Città dal sindaco Mino Cannito. In realtà, la notizia si era diffusa già nella serata di ieri, non placando le polemiche a seguito sui social network.

Intanto proseguono le indagini, anche da parte della Procura, per valutare se gli effetti odorigeni avvertiti siano anche inquinanti. Per ora, l’accumulo di scarti dei sottoprodotti andati in putrefazione per la momentanea rottura dei macchinari, ha causato una diffida per l’azienda, in attesa di altri procedimenti; «Se l’azienda fosse stata in territorio barlettano, io l’avrei fatta chiudere con ordinanza in attesa delle indagini della Procura» – ha tuonato il Primo cittadino, che tuttavia è riuscito a districare un fenomeno che troppo spesso si è ripetuto in questi ultimi anni sul territorio. L’intento è riuscito, come ha sottolineato l’assessore all’ambiente Passero, grazie alla sinergia di diverse istituzioni locali e soprattutto con la collaborazione con il sindaco di Trani, Amedeo Bottaro. A permettere di venirne a capo ha sicuramente contribuito l’impegno di tutta la cittadinanza, che ha esposto tempestivamente le proprie segnalazioni domenica sera.

Il monitoraggio ambientale da parte dell’Amministrazione non si fermerà qui: da ottobre, verrà utilizzato un drone da parte della Polizia Locale per meglio controllare il territorio anche dall’alto, con l’aiuto di particolari infrarossi; negli ultimi mesi sono stati attivati ben 52 piezometri per monitorare la falda acquifera del sottosuolo cittadino: «Il tema del monitoraggio ambientale è una priorità per questa Amministrazione». Altra questione è quella relativa ai continui roghi nelle zone limitrofe alla città, spesso causate da alcuni scorretti contadini ma non solo, per cui sono necessarie ancora le continue segnalazioni agli organi competenti. «Non abbiamo guardato in faccia a nessuno per risolvere il problema del cattivo odore – ha proseguito Cannito – lo dico a scanso delle sterili polemiche di queste ore, che hanno unicamente una connotazione politica». Tuttavia, non verrà celebrata con urgenza la seduta monotematica del Consiglio comunale, come annunciato soltanto l’altro ieri dal presidente Dicataldo, dopo la Conferenza dei Capigruppo, che ieri ne ha bocciato l’iniziativa. Ma il Sindaco (capo della maggioranza) ha promesso che presto verrà celebrato comunque il Consiglio per discutere riguardo l’argomento in oggetto.

astanti

Il Movimento 5 Stelle ha presentato intanto una mozione per dotarsi di una particolare App per geolocalizzare le segnalazioni, inizialmente accolta da tutto il Consiglio; Cannito ha anche ribadito, in polemica, che nella vicina città di Molfetta hanno speso 40.000 euro per questa applicazione e in sei mesi hanno raccolto soltanto 6 segnalazioni utili. I risultati raggiunti con questa indagine godono della evidenza scientifica, che sgombererebbe da qualsiasi polemica «sulla vicinanza a questa amministrazione di padrini o padroni». Vogliamo ricordare che il discorso dei cattivi odori di qualche giorno fa non fa necessariamente il paio con il pericolo dell’inquinamento. Pare che l’emergenza sia rientrata, non sappiamo se riguarda l’inquinamento dell’aria, staremo a vedere.