La disfida “dimenticata”: l’epitaffio sul campo di battaglia in preda all’incuria

A pochi giorni dalla chiusura delle celebrazioni: nelle campagne tra Andria e Corato l’amara scoperta

Bottiglie di plastica, carte, tante erbacce ma soprattutto la sensazione è quella dell’incuria. Eccoci nelle campagne tra Andria e Corato, per la precisione in territorio di Trani nella contrada Martina di Sant’Elia, dove, facendo un lungo salto nel lontano passato ed esattamente a 516 anni fa, nella mattinata del 13 febbraio del 1503 ci fu la sfida tra i 13 cavalieri francesi e 13 cavalieri italiani che si sfidarono per l’onore. Gli italiani vinsero in modo netto, come raccontano le cronache dell’epoca, ma perdono nettamente al mondo d’oggi. Le epiche gesta dei 13 cavalieri si sono tramandate sino ad oggi grazie alla più che nota Disfida di Barletta, luogo dove tutto ebbe inizio. Ora immaginiamo che in questo luogo non ci fosse assolutamente nulla, un campo di battaglia appunto, un campo su cui nel 1583 il duca d’Airola Ferrante Caracciolo per celebrare questa vittoria, fece erigere un epitaffio rimasto poi dimenticato per secoli. Qualche giorno fa si sono concluse proprio le celebrazioni a Barletta di quell’episodio storico che a distanza di 5 secoli continua a conquistare la memoria italiana.

Ma qui, nel luogo dove la sfida tra i cavalieri fu materialmente svolta, dove ci fu quella storica vittoria italiana, resta l’abbandono. Uno schiaffo alla storia ancor più evidente se si considera che nel 1846, a cura del Capitolo metropolitano di Trani, il monumento della disfida fu recuperato e nel 1903 vennero aggiunti i versi di Giovanni Bovio. A seguire nel 1975 lo stesso monumento fu nuovamente recuperato grazie al Rotary club nel ventennale della sua fondazione ma da allora l’epitaffio resta piuttosto abbandonato a se stesso. A pochi giorni, come detto, dalla conclusione delle celebrazioni a Barletta in ricordo della celebre Disfida, appare ancor più stonato l’abbandono e l’incuria a cui è sottoposto il luogo dove quella stessa disfida avvenne. A meno che, e ci viene davvero da sorridere per stemperare una situazione davvero incresciosa, quelle bottigliette non fossero un lascito del passato immaginando durante la sfida con lance, scudi e spade, anche la necessità di dissetarsi per i cavalieri.