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Abitare il Teatro Olimpico di Vicenza significa sostenere la sua monumentale bellezza ed unicità, con una serie di lavori capaci di entrare in dialogo con lo spazio e la classicità.  A pieno titolo “Il Teatro dei Borgia” dal 1° al 13 ottobre entra nel cartellone del 72° Ciclo di Spettacoli Classici con “Medea per Strada”, performance ideata e diretta da Gianpiero Borgia, interpretata dalla strepitosa Elena Cotugno, curatrice della drammaturgia della pièce insieme a Fabrizio Sinisi.

Uno spettacolo “on the road” che continua a collezionare straordinari consensi di pubblico e di critica per la singolare esperienza che suscita tra i presenti, risultante perfetta di una esperienza unica, di una storia vissuta e raccontata da Medea-Elena Cotugno ai sette spettatori a bordo di un furgoncino che parte e percorre tutte le strade della prostituzione, a volte vicine a quelle delle nostre case.

Medea per strada” ha girato l’intera penisola italiana. Nei mesi estivi applausi e ammirazione ai Festival delle Colline Torinesi, di Castiglioncello e di Brescia. Da oltre due anni con tematiche attuali e di forte impatto sociale il Teatro dei Borgia presenta il dramma al femminile dell’emigrazione forzata e della prostituzione con una rilettura in chiave attuale del mito di Medea. Medee contemporanee: donne sradicate, sfruttate, assoggettate con violenza.

Non mi libero dalla consapevolezza che la Medea/prostituta che racconta sia un’attrice. D’altra parte, questa attrice mostra per davvero un coagulo “vivo” fra Medea e le donne incontrate per potere testimoniare i loro innumerevoli calvari” scrive il Prof. Gerardo Guccini sui “Quaderni del Teatro Olimpico”, pubblicazione realizzata in occasione del 72° Ciclo di Spettacoli Classici di Vicenza. Gerardo Guccini, uno dei più autorevoli studiosi del teatro di narrazione, docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo al Dams di Bologna e autore di numerosi saggi, segue con grande attenzione la “rivisitazione del mito” del Teatro dei Borgia.

Credo che il più grandioso segno della disposizione al sacrificio, che anima i processi artistici degli attori – evidenzia Guccini – sia condividere la verità del proprio lavoro sulla parte con chi ne considera il risultato illusorio e fittizio. Vale a dire, con l’inevitabile pubblico che, però, pur prevenuto sull’irrealtà del significato, si lascia vincere, nel crescente accaloramento della lotta con l’artista, dalla realtà del significante. Vale a dire, dalla coerenza che lega toni, sguardi, gesti; dalla danza dei comportamenti; dalla meraviglia dell’apparire”. Guccini ha visto lo spettacolo alle cinque del pomeriggio, con un sole che spaccava le pietre. “Quando il furgone si ferma nei luoghi di ritrovo della prostituzione, e lei, l’attrice, scende e si allontana – scrive Guccini – lo spettacolo recluta, a conferma dei suoi contenuti narrativi, contesti veri”.

Incisive le parole di Elena Cotugno: “Quando sei in terra straniera, pensi di avere dei doveri per il fatto stesso che ci sei, che occupi uno spazio. Hai un corpo, e questo corpo – lo so è bizzarro – è un corpo scandaloso perché è diverso, è innaturale, e in quanto innaturale ha bisogno di essere continuamente perdonato. Devi estinguere il debito. E il debito non è qualcosa che hai fatto, ma quello che sei”.  Vi sono in Medea per strada segni registici che indirizzano in modo particolarmente mirato e preciso le percezioni degli spettatori. Il primo segnala la natura corale del personaggio, il suo essere presenza che richiama storie «di alcune migliaia di essere umani” afferma Gianpiero Borgia orgoglioso ed entusiasta dell’ottima recensione di Guccini e della presenza della pièce nel calendario del Teatro Olimpico. Bilancio positivo per il Teatro dei Borgia che in estate ha ottenuto lodevoli riscontri in Puglia con la quarta edizione di “Shakespeare in the Castle” e il Festival “Terre Promesse”.

Nel 2020 “Medea per strada” approderà a Parigi, ma non mancheranno altri interessanti eventi, annuncia il regista Gianpiero Borgia concentrato più che mai nel suo spettacolo” on the road” per le strade di Vicenza.