Il “Don Giovanni” alla Multisala Paolillo, il pubblico apprezza

Il “Don Giovanni” alla Multisala Paolillo, il pubblico apprezza

Il celebre capolavoro di Mozart in scena a Barletta

Ancora una volta la Royal Opera House di Londra non si è smentita, inaugurando la nuova stagione con un capolavoro di eccezionale valore artistico. La Multisala Paolillo di Barletta, in diretta via satellite dal Covent Garden, alle 19:45  dell’8 ottobre ha infatti aperto le porte del “Don Giovanni”, la seconda delle collaborazioni fondamentali di Mozart con il librettista Lorenzo da Ponte (dopo “Le nozze di Figaro” e prima di “Così fan tutte”). Con Kasper Holten alla regia e con il contributo del designer Es Devlin per la scenografia, che ha presentato i progetti di Luke Halls, il pubblico non ha potuto che restare estasiato e intrigato dall’arcinota storia del seduttore e traditore seriale spagnolo oltre che dall’ambientazione ricreata sul palcoscenico. Come spiegato dal regista e dallo scenografo, il palazzo su due piani in cui si sono snodate le vicende del fascinoso Don Giovanni, del fedele amico Leporello, delle irrimediabilmente invaghite Donna Elvira, Donna Anna, Zerlina, dell’arrabbiatissimo Masetto, richiama quasi un labirinto, allegoria della complessa psiche del protagonista, uno dei più grandi personaggi operistici della storia del teatro

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Un vero e proprio antieroe, antagonista di se stesso, che sa ammaliare e turbare, divertire e far infuriare, seconda un riuscito gioco di sinonimi e contrari della personalità. Un parallelismo degno della partitura musicale dello stesso Mozart, che sembra quasi sposare fra respiri, ritmo ora andante e ora adagio, le increspature dello stato d’animo del protagonista, dando voce ad ogni combinazione possibile, come in un cubo di Rubik. «Nella produzione di Kasper Holten in realtà Don Giovanni si pente, ha una morale, dei dubbi, non è felice di dove sta andando la sua vita. Adoro le sfide e uscire dalla mia zona di comfort»: queste le parole di Erwin Schrott, interprete di Don Giovanni,  che descrive con ardore e professionalità il suo personaggio, svelandoci anche un’interessante variante rispetto allo sviluppo originario della storia. Tradizione e innovazione si contemperano da quel lontano ma famoso debutto teatrale del 1787, portando sulla scena con eccellenza la storia degli intrighi, delle passioni, dei tradimenti e delle avventure del celebre casanova. Ma cosa accade dopo l’omicidio del Commendatore, adirato per la mancanza di rispetto verso la figlia Anna? Don Giovanni porterà sulla coscienza il peso di un’ombra persecutoria, che Erwin Schrott interpreta in modo impeccabile. E così, con una cena dai risvolti “infernali” fra l’antieroe e il Commendatore da lui assassinato, incubo e coscienza del protagonista, si conclude il secondo e ultimo atto di uno spettacolo teatrale che ha saputo sorprendere, stupire, far trepidare e soprattutto emozionare i cuori dei presenti.

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A cura di Carol Serafino