Palazzo Bonelli non fa più parte dell’elenco degli immobili da alienare del Comune di Barletta. Lo ha deciso ieri la giunta guidata dal sindaco Cannito accogliendo le perplessità di chi avrebbe voluto una discussione maggiormente partecipata sul destino da assegnare ad uno degli immobili di maggiore pregio del patrimonio storico ed architettonico della città. L’amministrazione modifica il proprio orientamento rispetto a quanto deliberato pochi giorni prima chiarendo che la vendita di un palazzo vincolato dalla Soprintendenza ai Beni Culturali è comunque impedita dalla legge e che nel caso specifico si sarebbe potuta avallare solo una concessione ai privati. Il vicesindaco Marcello Lanotte ha spiegato ieri, in consiglio comunale, la difficoltà di dare seguito alla valorizzazione di immobili con gravi problemi strutturali, come nel caso di Palazzo Bonelli.

Il Movimento 5 Stelle ha riacceso in aula il dibattito sul mancato rispetto della parità di genere all’interno della giunta comunale, al momento rappresentata da sette uomini e tre donne. Ieri la consigliere di parità della Regione Puglia, l’avvocato Anna Grazia Maraschio, ha inviato una formale diffida al sindaco con la quale lo invita entro cinque giorni a rafforzare la presenza femminile nell’esecutivo. L’amministrazione si è fatta carico di risolvere la vicenda anche per evitare un eventuale ricorso al Tar. A tornare in discussione è la posizione dell’assessore Nicola Salvemini che un mese e mezzo fa prese il posto di Anna Maria Lacerenza, determinando l’attuale squilibrio di genere all’interno della giunta.

Il consiglio ha approvato il DUP 2020/2022 e l’aggiornamento del Documento Strategico del Commercio, con importanti novità per gli operatori del settore.

Nel servizio, l’intervista.