L’obbligo di testimonianza nelle opere d’arte del prof. Paolo Vitali è una consuetudine affidata alla sensibilità dell’autore. In grado di fondere numerose tematiche e spunti di riflessione sul nostro presente in un’unica rappresentazione. Anche quest’anno, l’artista regala alla città una sua rilettura del Presepe, che come gli altri anni si presenta originale e densa di significati.

La Natività di quest’anno è “spiazzante”, innanzitutto per la combinazione a metà tra scultura e pittura. Vitali ha voluto omaggiare Leonardo da Vinci, in occasione del 500º anniversario della morte; infatti, traduce liberamente le emozioni dell’opera “La Vergine delle rocce”, soprattutto nella creazione di una sorta di grotta alle spalle della Madonna. L’opera è un appello all’indignazione, ma anche alla speranza, nell’augurio di un domani migliore: i temi ci ricordano le tragedie dei nostri giorni, ma la salvezza è nel manto della Vergine. Il professore coglie l’occasione per l’ormai tradizionale appuntamento per rivolgere gli auguri alla cittadinanza, attraverso questo quadro esposto nella Galleria del Teatro “Curci”.