La massima assise cittadina è tornata a riunirsi ieri pomeriggio presso la Sala consiliare di via Zanardelli, partendo dalle interrogazioni e dalle domande di attualità rivolte all’Amministrazione comunale. La prima domanda è venuta dal consigliere Coriolano (M5S) riguardo al polverone sollevato dalla rivelazione giornalistica che riguarderebbe un aumento, notevole per alcune fasce ISEE, delle tariffe sull’assistenza domiciliare integrata per disabili gravi; un servizio questo fondamentale per molte famiglie con disabili di ogni età, magari allettati, a cui spesso devono sommarsi ulteriori spese. Tuttavia, secondo la risposta dell’assessore ai Servizi Sociali, Maria Anna Salvemini, la rimodulazione delle tariffe, rinviata per diversi anni, è stata un adempimento ad un Regolamento regionale: l’aumento notevole riguarda la fascia con ISEE superiore ai 30.000 € annui (come da soglia innalzata dall’Amministrazione), quindi un aumento sì, ma che fa seguito ad una logica che riguarda la progressività finanziaria. Tuttavia, il Sindaco ha ammesso che c’è stato un errore di valutazione in sede di Bilancio, cui si cercherà di dare soluzione: per quest’anno la differenza di aumento sarà risarcita dall’Ente comunale, come forma di contributo. Permane nella maggioranza, nelle parole di Cannito, negli interventi dei consiglieri di opposizione, il comune principio che ‘chi ha di più debba pagare di più’, comunque rispettando le situazioni familiari molto gravi, cui questo servizio si riferisce.

Una polemica ideologica ha innescato il secondo punto all’O.d.G., riguardante la proposta avanzata dal gruppo consiliare di Coalizione civica, presentato dal consigliere Doronzo, d’iscrizione di Barletta all’Anagrafe Antifascista, già promossa dal comune di Stazzema, considerate le medaglie d’oro di cui la città può fregiarsi; polemica con la consigliera Stella Mele (Forza Barletta-Fratelli d’Italia) e con il consigliere Basile (Lega), che hanno ritenuto questa una provocazione strumentale della sinistra. La mozione è passata con 24 voti a favore. Approvato, con 17 voti favorevoli, anche la variazione di Bilancio (Variazione al bilancio 2020/2022 – art. 42 comma 2 del TUEL), relazionata dal dirigente del Settore finanziario, dott. Nigro, una somma imprevista nel Bilancio che è stata dilazionata in vari capitoli di spesa. Oltre ad alcuni debiti fuori bilancio, è stata approvata la mozione presentata dal consigliere Basile (M5S) riguardante l’attuazione del fondo rotativo destinato all’installazione d’impianti fotovoltaici denominato reddito energetico. Accolta, anche, la mozione sul contrasto allo spreco alimentare, presentata da un gruppo di consiglieri trasversale, relazionata dal consigliere Mennea (PD), che offre a Barletta un importante primato come Comune aderente all’iniziativa di carattere sociale ma anche ambientale.

«Avendo ascoltato – ha riferito Cannito a conclusione del Consiglio comunale – i Capigruppo di maggioranza e opposizione, avendo constatato che la candidatura a capitale italiana della Cultura 2021 della Città di Trani era partita diverso tempo prima, rischiando così un isolamento provinciale della candidatura barlettana, non avendo a disposizione tempo a sufficienza per esprimere idonei progetti, essendo già sei le candidature delle città pugliesi […] ho deciso di ritirare, assumendomene la completa responsabilità, la candidatura della nostra città», annunciando la preparazione, condivisa con il Consiglio provinciale, di un bando per progettare la medesima esperienza per l’anno 2022. Una mossa non affidata al caso né una retromarcia del Sindaco, riuscendo così a sollevare l’attenzione su un tema che conoscerà una preparazione più corposa per il prossimo anno. Apprezzamento pubblico da parte del consigliere Mennea per il passo indietro sintomo di responsabilità politica e lungimiranza.