Dopo aver riportato le esperienze degli insegnanti e dei genitori di ragazzi in età scolare alle prese con la nuova quotidianità dettata dalla chiusura delle scuole per l’emergenza Coronavirus, abbiamo chiesto il parere degli studenti, che tra una lezione online e una mail mandata al prof, sperimentano nuovi metodi di apprendimento. In un primo momento piacevolmente sorpresi per le vacanze inaspettate e increduli riguardo la possibilità di svolgere lezioni telematiche, hanno dovuto poco dopo accettare la nuova realtà, comprensivi dell’eccezionalità e della difficoltà della situazione.
La prima delle intervistate è la piccola I. che frequenta la terza elementare presso la scuola Girondi. La sua mamma ritiene soddisfacente l’impegno delle insegnanti, che offrono materiale attraverso una piattaforma che era già utilizzata precedentemente, sebbene con minore frequenza. Gli esercizi vengono fotografati una volta svolti e poi inviati via mail agli insegnanti. I maestri meno “smart”, invece, si adattano con metodi più semplici, come le registrazioni su Whatsapp. Ma I. non è molto entusiasta, le mancano le lezioni, il contatto con i compagni e con le maestre, non vede l’ora di tornare alla normalità.
Molto più positivo è invece suo fratello S., che frequenta la scuola media presso la scuola Fieramosca, con il vantaggio di essere in una classe digitale, ovvero una classe in cui si sperimentano metodi di apprendimento digitali attraverso l’uso di un tablet. La giornata scolastica rispetta l’orario regolare e ogni professore svolge la sua lezione attraverso un canale Telegram creato appositamente. Per le interrogazioni arriveranno presto videochiamate su Skype, mentre le incomprensioni sono risolte in chat privata. Affronta con positività anche la distanza dai suoi compagni, affermando di essere costantemente in contatto con loro tramite messaggi e videochiamate.
Infine abbiamo raccolto la testimonianza di S., studente dell’Istituto Itis Fermi. Qui i professori utilizzano la piattaforma Edmondo per concordare l’orario delle lezioni. Ogni lezione si svolge in videoconferenza sulla piattaforma Zoom, che permette al professore di condividere il proprio schermo con gli studenti, in modo che ognuno possa seguire più attivamente la lezione. Per il momento gli alunni apprezzano le ore di riposo in più, ma iniziano a risentire della mancanza di contatto fisico.
Un aspetto positivo dell’emergenza è che sta stimolando lo sviluppo di un nuovo modo di concepire l’apprendimento e la socialità. Sebbene una lezione telematica non possa sostituire il clima che si crea tra i banchi di scuola, i giovani si adattano alla necessità, stringono i denti e concludono la loro testimonianza con un saggio “passerà”.