Memento audere semper. Il proverbio latino che non si smentisce mai e di cui Barletta si fa portavoce, continuando ad osare e a lottare anche e soprattutto in un momento concitato come questo. Un esempio orgoglioso di coraggio e generosità cittadina ci è stato fornito dai ragazzi del Leo Club Barletta, da sempre impegnati in prima linea in service e attività di volontariato. Sabato 4 aprile, l’associazione è stata infatti fautrice di un’importante donazione, diramata a due destinatari. I primi  sono stati i bambini di Casa della Speranza, una struttura che accoglie madri (ovviamente insieme ai loro pargoli) che riversano in condizioni disagevoli. I piccoli angeli hanno ricevuto in dono 20 uova pasquali, come tradizionale simbolo della Pasqua ormai alle porte, con l’augurio che possano tratteggiare sui loro volti che irradiano innocenza, l’accenno di un luminoso sorriso. La seconda associazione destinataria di questa azione benefica è stata la Caritas di Barletta, cui il Leo Club ha fornito un sostanzioso lascito di derrate alimentari: 90 confezioni di scatolette di tonno e 190 bottiglie di salsa, un grande ausilio per gli utenti della struttura.

«Questi service – ha spiegato Antonio Caputo, presidente dell’associazione – si pongono in continuità con l’anno sociale che abbiamo vissuto, in quanto abbiamo già realizzato delle iniziative sia a favore di Casa della Speranza sia della Caritas Barletta. Il Leo Club è da sempre impegnato a sostenere la rete di solidarietà nella nostra città. La scelta delle associazioni destinatarie di queste azioni non è stata quindi casuale ma si è posta in una soluzione di continuità con le iniziative messe in atto nel recente passato». Un gesto che, restando in tema pasquale, ha il sapore della rinascita, che si nutre della fiducia che il piccolo microcosmo di Barletta (e non solo) possa risvegliarsi da questo letargo obbligato e che riesca a divincolarsi dalle sabbie mobili di un’emergenza impattante. «L’auspicio – ha concluso Caputo con fiducia  – è che queste piccole gocce di solidarietà possano riportare il sorriso, la speranza e la voglia di guardare al futuro, laddove le nubi di questa pandemia si sono addensate in maniera più fitta». E noi ci accodiamo speranzosi al sogno che, a trafiggere quelle nubi, possa comparire un variopinto arcobaleno nel nostro cielo.

 

A cura di Carol Serafino