Psicologa e psicoterapeura di S.I.V.O.L.A. ci racconta le ultime decisioni della cooperativa sociale.

Negli scorsi giorni abbiamo intervistato Erica Lacerenza, psicologa e psicoterapeuta della cooperativa sociale S.I.V.O.L.A. E.T.S. per apprendere quali misure siano state attivate alla luce delle necessità di distanziamento sociale imposte dalla situazione vigente in tutta Italia e dalle disposizioni governative.

Quali sono le novità del momento per la cooperativa sociale S.I.V.O.L.A.?

«La cooperativa ha interrotto le proprie attività il 9 marzo, anticipando di fatto tutte le decisioni prese successivamente a livello nazionale. Non si poteva rischiare, pur avendo già adottato tutte le misure cautelative, di aspettare troppo mettendo a rischio la salute degli utenti e degli operatori. Dopo qualche giorno di fisiologico contraccolpo psicologico ci siamo rimboccati le maniche e ci siamo attivati con una serie di attività a distanza. Tutto il nostro team è stato vicino alle famiglie dei nostri bambini e ragazzi con videochiamate, videotutorial, suggerimenti e anche teleabilitazione. Abbiamo cercato di mantenere continuità con il lavoro che si stava svolgendo prima della quarantena, anche virtualmente, cercando di sostenere con delicatezza il carico emotivo eccessivo a cui sono stati sottoposti i genitori.

Adesso siamo pronti a ripartire con molta cautela e con estrema attenzione alla sicurezza. La ripresa sarà graduale, con pochi operatori in struttura e altri terapisti che lavoreranno in smart working. Il tutto con la solita attenzione alle esigenze dei nostri bambini e ragazzi con autismo e neurodiversità.»

Come vi state orientando per il mantenimento dei progetti avviati negli scorsi anni?

«Purtroppo la pandemia ha bloccato tutti i progetti che erano in essere da diversi anni o in procinto di essere attivati, come quelli dedicati allo sport, con nuoto e atletica, e ancora judo e yoga, l’attività a cavallo, un progetto dedicato ai più piccini che solitamente facciamo in primavera. I progetti di vita indipendente e simil lavorativi, come le collaborazioni con l’Associazione ScartOff e con alcune aziende come Despar Centro Sud e Il Fornaio dei Mulini Vecchi.

Tutta questa area della abilitazione alla vita, momentaneamente è purtroppo sospesa. Ma non perduta, perché è frutto di una rete virtuosa di relazioni consolidate nel tempo.

Ora convoglieremo le energie nella ripresa dei percorsi strettamente terapeutici per riprendere le fila del duro lavoro portato avanti con i nostri bimbi e ragazzi e gradualmente reinseriremo le attività progettuali rivisitandole e riadattandole al periodo che stiamo vivendo, ma tutto con estrema cautela.»

Fase 2, distanziamento sociale ed iniziative per i ragazzi della vostra cooperativa sociale: quali soluzioni verranno adottate?

«Inizialmente la terapia in presenza ripartirà per un piccolo gruppo di ragazzi e bambini e a scaglioni saranno introdotti gli altri, man mano che la Fase 2 procede. Nel frattempo continueremo con sessioni di teleabilitazione. Questo perché vogliamo garantire completa sicurezza sia agli utenti che agli operatori.  Sicuramente la ripresa delle terapie dal vivo in questa fase ci pone di fronte ad una grande sfida. Rendere gradevoli i dispositivi di protezione per i nostri bimbi è stato il primo obiettivo, ed in questo le famiglie sono state fantastiche, perché si sono sin da subito attivate per acquistare mascherine simpatiche o far applicare disegnini di personaggi preferiti dai nostri bimbi. Allo stesso tempo è importante che anche i dispositivi che loro vedranno su di noi dovranno essere simpatici e gradevoli. Per questo motivo abbiamo preparato storie sociali e video animati che ci vedono alle prese con incredibili trasformazioni. Tutto per rendere familiare e divertente la nostra presenza, nonostante bardata. I nostri terapisti, a cui non mancano la fantasia e la voglia di far divertire i nostri bimbi, si ingegneranno nel mettere in scena con gli stessi bambini storie animate su come sconfiggere il virus. E come per magia tutto si trasformerà in una avventura fantastica.

“Sporcatevi le mani” e la campagna di raccolta fondi, come vi orienterete in questo senso?

«Da quasi 2 anni abbiamo attivato la campagna di raccolta fondi “Sporcatevi le mani” in partnership con i bambini delle fate di Franco&Andrea. Più di 100 persone hanno scelto di sostenerci mensilmente per poter finanziare il “Campus Estivo Inclusivo” che l’anno scorso ha riscosso un grandissimo successo tra bambini, famiglie e donatori. Sempre in partnership con i bambini delle fate di Franco&Andrea, 4 anni fa, abbiamo attivato la campagna di raccolta fondi “Fare Impresa nel Sociale” che oggi vede 12 aziende del nostro territorio sostenerci mensilmente per poter dare vita a servizi, opportunità, iniziative ed attività come percorsi sportivi e progetti di vita indipendente. Dopo questo periodo in cui tutto è stato stravolto, anche tutto ciò che era programmato a livello di progettualità subirà indubbiamente una rivisitazione, su questo naturalmente ci stiamo ragionando e cercheremo di riorganizzarci rispettando quelle che saranno le disposizioni regionali e nazionali.
Da questo momento in poi tutte le nostre campagne di raccolta fondi diventeranno ancor più fondamentali per effettuare una programmazione di attività annuali per il tempo libero, questo perché attraverso il sostegno della comunità potremmo riuscire a colmare quello che la pandemia ha ovviamente tolto come risorse. Conoscendo i nostri sostenitori sappiamo che da oggi ci saranno ancor più vicini di quanto fino ad ora hanno splendidamente fatto.

Come sempre, ciò che ci viene donato, lo moltiplicheremo in sorrisi e meravigliosi momenti di inclusione.
Per noi che lavoriamo e ci battiamo ogni giorno per l’inclusione sociale, è veramente dura avere a che fare con il distanziamento sociale.»