«La musica ci insegna la cosa più importante: ascoltare e ascoltarci», così il compianto maestro Ezio Bosso ci ha ricordato il valore dell’arte musicale. Questo settore gode della possibilità della sua fruizione dal vivo; tuttavia, il recente lockdown, causato dalla pandemia per il Coronavirus, ha generato una grave crisi, che per i tanti operatori di questo ambito culturale si profila davvero lunga e pesante.

Dal 15 giugno, secondo le normative nazionali e regionali, lo spettacolo dal vivo riprende fiato: nuovamente la possibilità di fruire delle esibizione dal vivo di artisti, anche se in condizioni particolari per il contenimento della situazione pandemica. Pubblico ridotto quasi del 70%, anche ieri sera a Barletta presso il GOS di Viale Marconi, allo scoccare della mezzanotte tra domenica 14 e lunedì 15 giugno 2020, l’Auditorium ha riaperto le sue porte alla musica con un concerto organizzato da Soundiff Diffrazioni Sonore. Alcuni tra i brani più celebri della tradizione classica musicale sono stati raccolti in “E quindi uscimmo a riveder le stelle”, titolo del concerto (qui il link al video della serata). Protagonista d’eccezione è stato il Soundiff feat. Time2Quartet, un giovane quartetto d’archi per una piacevolissima musica da camera.

Giovani musicisti pugliesi (Michele Saracino e Giuseppe Palmiotti ai violini, Dario Cappiello alla viola e Gabriele Marzella al violoncello) hanno aperto la rassegna “Musica in Periferia”, che valorizza e rivitalizza i luoghi della periferia di Barletta, rendendoli presidi culturali stabili. La Direttrice Artistica di Soundiff, Rita Lamonaca: «Il concerto a mezzanotte del 15 giugno diventa il momento cruciale per abbandonare la paura e rimettere in moto creatività, vitalità artistica e ripresa lavorativa delle realtà dello spettacolo dal vivo».

L’iniziativa è stata patrocinata dall’Amministrazione comunale di Barletta, presenti la presidente della Commissione Cultura Stella Mele, il suo vice, il consigliere comunale Ruggiero Quarto. Un’esperienza simbolica che ha rivelato la necessità di questi lavoratori di tornare sulle scene, ma anche le necessità del pubblico di tornare ad applaudirli.