«Un Sindaco, è bene che i cittadini lo sappiano, in ossequio agli articoli 107 e 109 del Decreto legislativo 267/2000 (Testo Unico degli Enti locali), non può e non deve intervenire sugli atti gestionali di un dirigente comunale». Il sindaco di Barletta Cosimo Cannito interviene sulla polemica politica riguardante il concorso per l’assunzione di 12 vigili urbani. «Questo dovrebbe essere noto a tutti i soggetti politici, compresi i consiglieri comunali. Il Sindaco e l’ Amministrazione comunale “dettano” al dirigente la linea politico – programmatica e, relativamente al concorso dei vigili, stante la carenza in pianta organica di 12 agenti di polizia locale, alla dirigente è stato impartito l’indirizzo di indire un concorso che non si espletava da 20 anni circa».
«La Giunta comunale ha approvato i criteri del bando del concorso proposto dalla dirigente dell’area del Personale, verificando la sussistenza dei requisiti necessari per appartenere al corpo di polizia locale, i cui agenti devono svolgere funzioni importanti, di polizia ambientale, amministrativa, giudiziaria, di polizia stradale, tributaria e avere la capacità di garantire l’ordine pubblico. La Giunta ha approvato i criteri senza entrare nel merito del bando, senza, dunque, abusare del suo ruolo istituzionale, al fine di non produrre distorsioni di natura politica. Per essere assolutamente chiari, questa Amministrazione comunale non ha approvato un bando su misura di alcuno».
«Voglio ricordare che la commissione d’esame, al fine di evitare speculazioni e strumentalizzazioni, è stata selezionata con un avviso pubblico solo dalla dirigente ed è composta da commissari esterni alla regione Puglia. Non è nelle prerogative del Sindaco e di nessun altro, tranne che della commissione esaminatrice, stabilire le procedure concorsuali, scegliere la tipologia delle domande e degli argomenti oggetto della prova, scritti peraltro all’ interno del bando, né decidere se la prova debba essere più o meno semplice. Il Sindaco non deve entrare nelle specifiche responsabilità della commissione e non deve giudicare se questa ha agito o non agito con eccesso di potere. Tale eventuale valutazione spetta ad altre istituzioni dello Stato».
«Al popolo social, sempre pronto al dileggio e che conosceva nomi e cognomi dei vincitori del concorso ancora prima del suo stesso svolgimento chiedo: dove sarebbero “i posti già venduti”? Dove quelli “già promessi”? Dove sono i raccomandati che erano in possesso delle domande, se solo la prova preselettiva su 1.000 iscritti e 350 partecipanti è stata superata soltanto da 8 candidati, non raggiungendo nemmeno il numero dei posti messi a concorso? Tutto questo è la dimostrazione che smentisce il teorema alimentato dai soliti detrattori per infangare l’Amministrazione comunale, secondo cui tutto era stato confezionato in favore di taluni candidati. Per paradosso adesso ci si lamenta che a superare la prova sono stati in pochi, altre valutazioni probabilmente sarebbero state fatte se invece fosse stato il contrario».
«Mi dispiace sul piano umano per chi non ha superato la prova preselettiva e che, cicero pro domo sua, sostiene che per un nuovo concorso si debbano sostenere altri costi; ma di certo non è un motivo valido per non tenere conto del giusto principio meritocratico. Nessuno si sogni che io intervenga  sull’operato della commissione influenzandola su eventuali decisioni che la stessa intenderà o non intenderà adottare alla luce dei risultati. Il modello “italico” che bypassa il merito a danno di chi suda e soffre per raggiungere un obiettivo e ottenere un lavoro, è per questa Amministrazione un modello obsoleto e chi fa finta di non vedere e non sapere che i tempi sono cambiati, si deve convincere che la trasparenza per questa Amministrazione è un valore irrinunciabile, perché noi mettiamo al primo posto la meritocrazia e non altro. Questo vale, lo dico soprattutto ai giovani, per tutti i concorsi che da anni non si espletavano a Barletta e che questa Amministrazione ha inteso finalmente bandire. Se qualcuno ha notizie di aspetti di rilevanza amministrativa o peggio ancora penale, ha il dovere di informare immediatamente gli organi competenti e denunciare il tutto. Noi, forti del nostro agire nel pieno rispetto delle regole e in assoluta trasparenza, non abbiamo timore alcuno».