Sarà la presentazione della nuova veste espositiva della collezione del maestro barlettano Giuseppe De Nittis, a Palazzo Della Marra, nella pinacoteca dedicata all’artista
apprezzato in tutto il mondo, a fare da vigilia, in città, al programma
di manifestazioni per le Giornate Europee del Patrimonio (26 e 27
settembre). La giornata di domani, venerdì 25 settembre, sarà invece interamente
dedicata a De Nittis. Alle ore 10 è in programma la vernice dell’esposizione, curata
dall’esperto d’arte Renato Miracco e intitolata “Rileggere De Nittis,
oggi”, riservata alla stampa. Saranno presenti il sindaco Cosimo
Cannito, l’assessore alla Cultura Graziana Carbone, con la presidente
della commissione Cultura Stella Mele e la dirigente di Settore Santa
Scommegna. In serata, alle 18.30, seguirà la presentazione di questa rilettura del
professor Miracco dell’opera di De Nittis, con la presenza dei
rappresentanti istituzionali del territorio e della Regione. Sarà
possibile intervenire solo su invito e nel rispetto delle disposizioni
anti Covid. Sabato 26 settembre la pinacoteca sarà normalmente aperta al pubblico
dalle ore 10. La sera resterà eccezionalmente aperta dalle 20 alle 23 e
si potrà accedere e visitare la mostra al costo simbolico di 1 euro,
aderendo Barletta alle Giornate Europee del Patrimonio.
Il nuovo allestimento
“Sarà un De Nittis inedito – ha dichiarato il Sindaco di Barletta Cosimo
Damiano Cannito – quello che scopriremo nel nuovo allestimento che il
professor Renato Miracco ha curato per la pinacoteca ospitata a Palazzo
Della Marra. Il prestigioso e autorevole esperto d’arte, da sempre
amante dell’opera di De Nittis, ne è rimasto incantato quando è stato a
Barletta a febbraio dello scorso anno e ha poi voluto trasformare la sua
ammirazione in una rilettura dell’artista e della sua opera, in un
dialogo temporale fra il presente e la fine del XIX secolo, nei luoghi
prediletti dal maestro, Parigi e Londra”.
“Penso che per il nostro Giuseppe De Nittis e per le sue opere stia per
iniziare una nuova era, già indicata nel testamento di Léontine Lucille
Gruvelle, con cui la donna donò al municipio di Barletta tutti i quadri,
le incisioni e gli studi del suo amato marito, “chiedendo di
distribuirne nei musei d’Italia e anche stranieri, per la miglior gloria
del loro compatriota…”. Questo lascito generoso – ha concluso il primo
cittadino – è anche un impegno da rispettare: far conoscere la bellezza
delle opere di De Nittis nel mondo per dar loro la giusta gloria”.
Nel 1913 Léontine  Gruvelle, vedova De Nittis, regalò a Barletta, città
natale del marito,  con testamento olografo, un importante nucleo di
opere che documentano le varie fasi della produzione artistica del
Pittore barlettano e il suo talento per la sperimentazione.
Questa grande ed importante donazione, così audace nel panorama italiano
all’epoca, è ora al centro di una nuova lettura tematica
nell’istallazione su due piani nel prestigioso Palazzo della Marra nel
centro storico della Città.
Il nuovo allestimento, progettato e curato dallo storico d’arte Renato
Miracco dal titolo “Rileggere De Nittis, oggi”, cerca, infatti, di porre
l’accento sulla contestualizzazione del pittore nella Comunità artistica
di fine ‘800 a Parigi, considerata all’epoca il centro dell’Arte, e, a
Londra che era diventata la Capitale economica del mondo.
  “Suddividere in sezioni i  quadri della Donazione, raccontare le storie
e gli aneddoti che emergono dalle opere esposte, rileggere e riscoprire,
oggi, l’Artista, è stato il mio compito, assicurando una lettura
stratificata adatta ad un pubblico non solo nazionale ma internazionale
– scrive il curatore nella sua presentazione – “Inoltre, in alcune
sezioni della Mostra” – continua – “alcuni quadri di De Nittis saranno
messi a confronto con quelli di alcuni suoi artisti-amici, in
particolare Édouard Manet, Edgar Degas, Gustave Caillebotte e James
Tissot. Per finire, e per dare al visitatore una visione più ampia della
sua produzione, nel percorso sono inserite le riproduzioni di alcuni
quadri di De Nittis presenti oggi nelle più importanti  Collezioni e
Musei  del mondo: dalla Galleria  Internazionale d’Arte Moderna di
Venezia al Metropolitan Museum of Art di New York, dal Musée d’Orsay di
Parigi alla Collezione Piceni di Milano, solo per citarne alcuni”
Nelle 17 sale del percorso in Palazzo della Marra si dipana, cosi, un
preciso racconto doppiamente identitario, sicuramente didattico ma anche
emozionale (i colori scelti per le sale sono tratti dalla palette del
Pittore) che porta il visitatore a “vivere’ il racconto di un grande
Artista italiano che aveva scelto di lavorare  in Europa e che, come
scrisse già nel 1877 Henry Houssaye, era «il capo se non il maestro
della nuova scuola dei disegnatori dal vero all’aria aperta”. Un
artista, che partendo da Barletta è ora internazionalmente riconosciuto
come  uno dei protagonisti del rinnovamento delle Arti in Italia ed in
Europa alla fine del XIX secolo, un uomo strappato alla vita appena
trentottenne “in fiera giovinezza, in pieno amore, in piena Gloria. Come
gli eroi e i semidei”, come scrisse Dumas figlio, per l’epitaffio
dell’artista amico.