Usare la matematica per decifrare la realtà e metterla al servizio della comunità per creare consapevolezza. Questo è lo scopo del progetto Covid Graphers, portato avanti da un gruppo di circa venti ragazzi delle classi 4 e 5 del Liceo Scientifico C. Cafiero, sotto la guida del professor Danilo Marano, che attraverso un sito web, un’app, una pagina su Facebook e una su Instagram, divulgano grafici e articoli per rendere i dati diramati dai bollettini epidemiologici facilmente interpretabili. Nel corso di una videointervista due di loro ci hanno parlato degli obiettivi del loro progetto e delle modalità utilizzate per svolgere il lavoro.
«L’idea è nata dal professor Marano, che ha voluto coinvolgere noi ragazzi- ha spiegato Antonio Mascolo- I principio è quello di usare la matematica per applicarla alla vita reale, in modo da rendere i dati più comprensibili. I dati sottoposti allo studio sono open data, ovvero dati disponibili per tutti, ma vogliamo andare oltre un’interpretazione superficiale e combattere la diffusione di fake news. Molta gente ancora non si rende conto della gravità della situazione, ma crediamo che divulgando le corrette informazioni abbiamo il potere di far cambiare idea a qualcuno».
Uno degli aspetti più interessanti dei dati è che ci permettono di fare delle previsioni. Abbiamo sentito molto spesso che la curva dei contagi segue un andamento esponenziale e che i posti letto in terapia intensiva sono vicini al livello di saturazione. Ma cosa significano davvero queste affermazioni?
«Focalizzandoci sulle terapie intensive, abbiamo calcolato che non bisognerebbe superare la soglia del 30% occupata da casi di Covid- ha aggiunto Mascolo- Avevamo previsto che questa soglia sarebbe stata superata il 5 novembre e, purtroppo è stato trovato un riscontro nella realtà».
«Ormai è assodato che i contagi crescono in maniera esponenziale- ha spiegato Gaetano Rizzi- Ciò vuol dire che i dati crescono giorno per giorno rispetto a una funzione, ed è per questo che è facile perdere il controllo. Sulla nostra app pubblichiamo tutti i risultati dei nostri studi, le previsioni e i dati sui posti occupati in terapia intensiva a livello nazionale e regionale. Sono numeri che ci fanno riflettere e danno consapevolezza».
L’intero progetto si è svolto a distanza, grazie al supporto di piattaforme informatiche che, in questo caso, non solo non hanno inficiato sull’esperienza didattica, ma l’hanno arricchita.
«La didattica a distanza è una vera e propria condizione di esistenza del progetto, che in altre situazioni non sarebbe mai nato- ha affermato il professore Danilo Marano- La necessità di usare la DaD ha aperto nuove possibilità e arricchito l’esperienza, offrendo nuovi materiali di studio. È un tipo di scuola diverso rispetto a quello che conoscevamo e che comporta spesso più impegno, ma non per questo è meno valida. La situazione ha permesso di toccare con mano le applicazioni pratiche della matematica e ha creato nuovi scenari che cercherò di riproporre in futuro anche in presenza».

Per il momento i ragazzi hanno già potuto toccare con mano gli effetti del loro impegno nella sfera dei contatti più stretti, riuscendo a ottenere il loro obiettivo di diffondere consapevolezza. «Inizialmente i miei amici non capivano per quale motivo mi impegnassi così tanto per la causa- ha ammesso Mascolo- ma poi pian piano hanno iniziato a seguirci sui social. Anche in famiglia ho ottenuto grande sostegno e tutto questo mi spinge a lavorare ancora più duramente per un fine di pubblica utilità».