Sono tante le storie che da inizio pandemia si sono intrecciate alla nostra inesorabilmente, alcune (purtroppo) non a lieto fine. Soprattutto in quest’ultimo periodo gli operatori sanitari risultano molto in difficoltà, fagocitati da un ritmo pressante e complesso da sostenere, da orari di lavoro che rasentano l’insostenibilità. Imperversa un generale malcontento cittadino nei confronti dell’Azienda Sanitaria Locale BAT, in seguito ad episodi disagevoli come esiti incerti dei tamponi per il test molecolare, perdita degli stessi, lunghe ed estenuanti attese per avere un responso (vicissitudine che ha portato lo stesso primo cittadino Cosimo Cannito ad appellarsi al Direttore Generale Asl Bt Alessandro Delle Donne e all’Assessore alle Politiche della Salute e al Walfare Pier Luigi Lopalco, non molto tempo fa). Tuttavia ogni verità ha due volti, e vanno resi noti entrambi. In questo vorticoso andirivieni di preoccupazione e tensione, c’è anche chi può testimoniare, sebbene per vie traverse, l’aiuto ricevuto. Non a caso sulla pagina Facebook dell’Azienda Santaria Locale BAT è stato pubblicato un post che racconta la commovente storia di una mamma e di una figlia. Verranno chiamate Chiara e Serena, ma sono nomi di fantasia.

«Chiara e Serena sono mamma e figlia – si legge nel post –  e hanno avuto l’una bisogno dell’altra. Serena si è ammalata di Covid, non si sa come. Febbre e mal di pancia, poi il pronto soccorso e poi il ricovero. Ma Serena ha sempre bisogno della sua mamma che è negativa al Covid. Da sola in ospedale non può stare. Una storia semplice, solo nella forma però, perché nella sostanza le cose a volte si complicano enormemente. La richiesta di poter assistere sua figlia è rimbalzata da una scrivania a un’altra per diventare immediatamente un “si”. Ad accoglierle è stato un reparto di quelli riconvertiti nell’arco di poche ore. Tutto sembrava procedere bene (Serena sta sempre meglio) fino a quando Chiara, la mamma, non ha cominciato a stare male. “Sintomi riconducibili al covid”, si sono detti subito i medici poi smentiti da un tampone negativo. Gli esami del sangue hanno evidenziato un quadro più complesso. “I troppi impegni da mamma non mi hanno consentito negli ultimi anni di prendermi troppa cura di me, di fare anche dei semplici controlli – racconta Chiara – per fortuna questo episodio acuto è arrivato proprio ora che sono in ospedale con mia figlia”. Lo sottolineano anche i clinici: “Abbiamo avuto la possibilità di intervenire subito”. “Le nostre storie sono intrecciate – aggiunge Chiara – abbiamo l’una bisogno dell’altra e insieme affronteremo anche questa storia, grazie all’aiuto e al sostegno degli operatori sanitari e di tutti quelli che ci aspettano a casa”».

Le due donne, che vogliono celare la propria identità per ragioni di privacy, sono attualmente ricoverate al nosocomio di Barletta e stanno reagendo positivamente alle rispettive cure e terapie. Le patologie croniche riscontrate alla donna sono sotto capillare monitoraggio.

 

A cura di Carol Serafino