Dove eravamo rimasti. Se dovessimo parlare in termini di serie televisive, diremmo che qualche mese fa è iniziata la nuova stagione: siamo adesso ad un importante punto che riguarda il futuro svolgimento della trama. Ci riferiamo alla compravendita dell’ex Palazzo delle Poste, lo storico edificio nella centralissima piazza Caduti. In questi giorni, è stata notificata, da parte del Segretariato regionale del MIBACT al Comune di Barletta, la vendita per 2,6 milioni di euro come prevede la norma in caso in cui l’Ente pubblico voglia far valere il proprio diritto di prelazione sull’immobile.

Si ricorderà che il Consiglio comunale di Barletta si era mostrato interessato all’acquisto già quando c’è stata la prima comunicazione, ricevuta il mese di settembre scorso, che anticipava una possibile procedura d’intervento ad esercitare il diritto di prelazione da parte dell’Ente. Per l’esattezza i consiglieri comunali decisero di non decidere, rimandando il tutto a quando si sarebbe ricevuta comunicazione ufficiale circa la compravendita, non in ultimo il prezzo.

L’immobile di piazza Caduti è di proprietà della società Europa Gestioni Immobiliari che fa capo alle Poste. Su questo edificio, simbolo del passato della città anche per il suo monumento, con l’effigie sulla facciata laterale che fu teatro dell’eccidio nazista ai danni dei vigili urbani e netturbini nel ’43, fu posto un vincolo ministeriale nel 2003 per la sua tutela. Questo “salva” la storica struttura comunque, grazie all’interessamento di quei cittadini, associazioni, partiti politici che s’impegnarono a tal fine. Bisogna ricordare che nel 2002 le Poste posero in vendita l’immobile, riscuotendo l’interesse da parte di una società di privati barlettani, Palladio Srl, ma il Comune ritenendo di poter avanzare un diritto di proprietà sull’immobile ha aperto un contenzioso giuridico che si è concluso negativamente per quest’ultimo. Quindi ora si deve decidere se comprare. La missiva ha comunicato anche il prezzo per 2,6 milioni di euro. Una somma neanche stratosferica, se pensiamo all’enorme valore identitario e monumentale, e soprattutto alle sue potenzialità. Sicuramente questo passaggio era quello atteso, affinché l’Amministrazione scopra le proprie carte e si cerchino le soluzioni, il tutto entro i 60 giorni dalla notifica previsti dalla legge.