C’è un grande entusiasmo per l’avvio della campagna vaccinale contro il Covid-19 in tutta Italia. Lo scorso 27 dicembre sono state somministrate le prime dosi a operatori sanitari e ospiti delle RSA, mentre altre dosi arriveranno nei giorni seguenti. Filomena Misuriello, giovane medica barlettana impiegata presso l’USCA della Asl Bat, in particolare nel territorio di Trani e Bisceglie, è stata tra i primi barlettani a essere coinvolti in questo turno di vaccinazioni.
Laureatasi a ottobre 2019, si è abilitata a marzo 2020 in piena pandemia e ha iniziato subito a lavorare per far fronte all’emergenza, prima in Basilicata, poi a Taranto e infine nella provincia Bat.

«Dopo l’iniezione non ho avuto alcun sintomo, a parte un leggero dolore in sede, effetto comune per qualsiasi vaccino- ha dichiarato nel corso di un’intervista- È stato un momento molto emozionante, ho realizzato solo a fine giornata di essere tra i primi medici in Italia a essere stata vaccinata. La scelta di chi avrebbe ricevuto le prime dosi è avvenuta tramite sorteggio e mi sono sentita una privilegiata. Questo non vuol dire che i miei colleghi dovranno aspettare ancora molto, le dosi per coprire l’intero personale sanitario arriveranno nelle prossime settimane. Nel dipartimento prevenzione di Andria, dove sono stata vaccinata, si respirava una grande emozione, tanta speranza di essere sulla via verso la fine di questo brutto momento».
Come sappiamo, chi ha ricevuto la prima dose non può ritenersi già immune. Misuriello riceverà la seconda dose tra 21 giorni e inizierà a sviluppare un numero sufficiente di anticorpi nel corso di una settimana. «Ci si aspetta che nel corso delle settimane gli anticorpi capaci di neutralizzare il virus tendano a crescere. A quel punto andremo a valutare nei successivi 12 mesi il quantitativo di questi anticorpi» ha affermato.

Per quanto riguarda i dubbi che molti di noi nutrono nei confronti del vaccino, Filomena Misuriello ritiene che non ce ne sia bisogno. «È comprensibile avere dubbi in merito al vaccino, si tratta pur sempre di una novità. Ma dobbiamo considerare che al momento non esistono terapie capaci di debellare il virus dall’organismo, ma solo terapie che agiscono sui sintomi. Per cui il vaccino rappresenta la svolta, la nostra unica arma per calmare la diffusione del virus. Mettiamo da parte lo scetticismo. Gli studi per realizzarlo sono stati seri, oggettivi e su un numero congruo di persone. Anche gli effetti collaterali sono i soliti che si possono verificare dopo qualsiasi vaccino, mentre gli effetti gravi si sono verificati solo in rarissimi casi. Serve cautela solo per persone con determinate patologie, per cui non si sa ancora se sia sicura la somministrazione».
Per una giovane donna che ha iniziato la sua esperienza lavorativa in un periodo così buio, assistere a questo momento rappresenta un faro di speranza. «Gli ultimi mesi di lavoro sono stati complicati. Io mi occupo di visite domiciliari, seguendo i pazienti meno gravi che possono essere curati a casa. Ma è capitato purtroppo di constatare che molti pazienti peggioravano e avevano bisogno dell’ospedalizzazione. Ci sono stati dei decessi, a seguito dei quali dovevamo spesso tornare a visitare i loro cari. Questa è la parte più difficile del nostro lavoro. Naturalmente ci vorranno ancora diversi mesi per poter raggiungere una certa copertura di massa, è importante sensibilizzare alla pazienza. Ci vorrà ancora tempo, ma con questo vaccino abbiamo mosso il primo passo verso l’inizio della fine della pandemia».