Un invito altruista e ricco di buoni propositi quello lanciato dalla Caritas Barletta in questi giorni, in perfetta sinergia con quanto già da diverso tempo costituisce un polo attrattivo di solidarietà molto forte. “Il pranzo domenicale alle mense Caritas è un momento di condivisione importante per chi non riesce a mettere il piatto a tavola. Ma il nostro pensiero non può non andare ad una categoria che oggi purtroppo è rimasta indietro, quella della ristorazione. In questi mesi per via delle chiusure dettate dalla pandemia, rappresentano per noi un punto di riferimento per sensibilità e vicinanza, per questo li invitiamo a passare un po’ del loro tempo nelle cucine Caritas, è un modo per essere conseguenti e vicini agli ultimi”: ecco quanto si legge sulla pagina Facebook dell’organismo pastorale. Un invito, una sollecitazione rivolta ai ristoratori, in questo periodo costretti alla chiusura e ad un agonizzante letargo.

«I ristoratori in genere sono molto vicini alle nostre iniziative – ha dichiarato il presidente della Caritas Lorenzo Chieppa – questo solitamente accade nel periodo natalizio o anche in pieno agosto e già il fatto di poter contare su di loro per quanto riguarda l’accumulo delle eccedenze alimentari è tantissimo. C’è un’attenzione molto significativa da parte degli operatori economici. L’ idea di quel post è nata innanzitutto per coinvolgere i ristoratori, soprattutto in questo periodo in cui purtroppo sono una delle categorie più abbandonate». Un’esortazione in piena linea con le appena trascorse festività natalizie, che ancora una volta hanno visto alcuni degli esercenti nell’ambito ristorazione mobilitarsi per dare un loro contributo. «Di solito quando vengono da noi durante il periodo natalizio sono molto presi dalla possibilità di rendersi utili – ha proseguito – quindi l’invito è di venire presso di noi e di essere conseguenti, affiancando i nostri volontari o prendendosi una giornata interamente per loro. Noi facciamo 200 pasti al giorno, quindi ci sarebbe un impegno fattivo. Ovviamente non andremmo a pesare su di loro, perché abbiamo già diversi alimenti, ma può essere una sorta di slancio del cuore oltre l’ostacolo in questo momento, per tenderci vicendevolmente una mano, per farli stare anche meglio».

Un primo esempio è avvenuto proprio ultimamente, quando un noto bar purtroppo costretto alla chiusura ha donato due confezioni di cioccolata bianca e nera che la Caritas ha utilizzato per la preparazione di cornetti dolci, conseguentemente distribuiti agli ospiti durante il pasto. Conforto e generosità, queste le parole d’ordine di questo appello: per quanto questa non possa rappresentare una forma di compensazione finanziaria o economica, può essere in ogni caso un gesto solidale verso il prossimo e verso una categoria che riversa da sempre in condizioni di disagio.

 

A cura di Carol Serafino