Ama il teatro, i sogni, i libri. Ama soprattutto i racconti. Ama le narrazioni brevi ma intense, foriere di messaggi ma leggere come le piume che volteggiano nell’aria e si lasciano ammirare per quei voli pindarici e impossibili, coniugabili con le ambizioni poetiche degli animi più sensibili. Quelle ambizioni sono diventate realtà per Alessandro Piazzolla. I suoi pensieri in libertà, i suoi racconti brevi ora sono raccolti in un libro.

“Il coraggio dei gamberi  Favole per bambini persi” è il titolo della sua opera: un progetto di scrittura conservato per anni in un cassetto e poi completato grazie ai consigli di una sua cara amica che, dopo aver letto i racconti, ha catapultato Alessandro nell’inedita esperienza letteraria. Un bel percorso che si inserisce nel suo cammino artistico di attore, autore, regista, esperto teatrale per la formazione e l’avvicinamento al teatro.

Nato a Barletta 41 anni fa, Alessandro Piazzolla insegue quella cultura teatrale e quei pensieri in libertà coltivati fin da bambino e tramutati nella sua quotidiana ricerca della sinergia dei vari linguaggi artistici. Dal 2011 è direttore artistico del Teatro Fantàsia, una splendida realtà in cui aleggia la presenza di Manrico Gammarota, il suo mentore, scomparso sei anni fa, ma vivo con i suoi insegnamenti. “Manrico è sempre con me – dice Alessandro – fa parte della mia formazione. Pur non citandolo, è presente nei racconti del libro. Ho subito condiviso le sue idee culturali, tra noi c’è stata grande empatia. Le sue aperture mentali sul modo di fare teatro, sulla possibilità di unire i gruppi teatrali barlettani per confrontarsi e crescere insieme in uno spazio finalizzato al coordinamento, costituisce una delle priorità del mio bagaglio professionale e dei miei progetti presenti e futuri.”

“Il coraggio dei gamberi”, del resto, è una ulteriore affermazione delle idee del piccolo, adolescente e maturo Alessandro Piazzolla che fin dalla più tenera età ha amato le favole, quelle di Andersen e poi crescendo quelle di Rodari e i racconti di Calvino.
“Non bisogna smettere di sognare – precisa l’autore spiegando il titolo dell’opera. Spesso gli adulti sono dei bambini persi che ripescano i loro sogni. È quello che succede nei miei racconti brevi. Di qui il coraggio del gambero di andare avanti nell’intreccio di ieri-oggi-domani senza avere paura. Eloquente la copertina del libro. Ci sono dei piedi scalzi, con le orme lasciate sulla sabbia, in spiaggia, in una dimensione di infinita bellezza dettata dal mare, dove si respira il sapore della libertà.”

Cinquanta storie, cinquanta vite diverse unite dal filo conduttore dell’amore sognato e vissuto, sofferto e mai dimenticato, sempre aggrappato alla realtà. Bambini, uomini, padri, nonni, animali parlanti sono tra i protagonisti della scrittura di Alessandro Piazzolla. Un flashback di ricordi impolverati accompagnati da ironia e sensazioni, da messaggi che il lettore coglie piacevolmente.

Ringrazio il teatro che mi ha salvato da me stesso e i libri che mi hanno fatto scoprire di essere allergico alla polvere. Ringrazio i miei sogni, molto più radicati alla realtà di me” scrive Alessandro Piazzolla nelle prime pagine della sua opera. “Facciamo luce sul teatro – conclude l’autore – continuiamo ad illuminare la nostra cultura.”