«Siamo costretti a tornare sulla questione centro di raccolta rifiuti per replicare alla nota di alcuni consiglieri comunali, muti in consiglio comunale, ma così avvezzi ai comunicati stampa». Ad intervenire in risposta alle dichiarazioni dei consiglieri Pino Rizzi, Ruggiero Dicorato e Adelaide Spinazzola è il comitato di quartiere zona 167 con il suo presidente Giuseppe Dibari.

«Un comunicato apparso nelle ultime ore sulla stampa locale dove questi “tre moschettieri” si fanno paladini in difesa di chi vuole pervicacemente perseguire una finalità contraria a quella che prefigurano le legittime aspettative degli abitanti della zona individuata per l’ubicazione dell’ormai tristemente noto Centro di Raccolta Rifiuti zona 167.

Una difesa “traballante”, in quanto formulata su argomentazioni fumose, tese a distorcere la realtà ed an-che palesemente contraddittorie quando afferma che il progetto si trova nella fase “primordiale” ovvero “studio di fattibilità”, mentre a più riprese in consiglio comunale e ancor prima sui mezzi di informazione si è lasciato intendere che il progetto sarebbe stato già finanziato (oppure si può finanziare il nulla?).

Il confronto a cui si appellano, infatti, rientra nel percorso partecipato che le norme indicano e che doveva essere fatto prima e non lo si è fatto e non certo a causa delle restrizioni covid, come strumentalmente asserito, in quanto la delibera di Giunta, si badi beni, è antecedente all’inizio del periodo pandemico. Quindi è facile capire che vi è mai stata nessuna intenzione dei nostri Amministratori di rendere partecipi i cittadini.

Ora cercano di correre ai ripari. Il “telefono senza fili”, “l’amministratore trombato”, “il partito del no” sono evidentemente lo specchio di una politica ormai morta, capace solo di polemiche di bassissimo spessore e in totale spregio e indifferenza rispetto alle istanze e alle urgenze che una città come la nostra richiede e che al contrario si tende a minimizzare.

Vogliamo chiarire ove mai fosse ancora necessario, ma stante il sopracitato comunicato lo è, che il Comitato di quartiere zona 167 non è nato né per fini politici, né si farà mai strumentalizzare a tali fini da alcuno, ne aderirà a richieste di incontri che non siano pubblici e con i cittadini. Ben venga dunque un confronto pubblico con i cittadini nella parrocchia e non con la parrocchia, come recita lo sconclusionato comunicato, che non ha alcuna titolarità o mandato a rappresentare i cittadini, ma può essere senza dubbio il luogo di incontro patrocinato dal parroco».