Mette in chiaro le sue posizioni, il Sindaco Cannito in seguito all’annuncio, durante il Consiglio comunale di ieri, di non poter più realizzare il Centro di raccolta comunale presso l’area individuata nella 167 (accanto alla Parrocchia della SS. Trinità) per preesistenti vincoli edificatori. Interviene ai nostri microfoni il Primo cittadino:

«È stato, al di là degli scontri verbali che certe volte scaturiscono dall’enfasi della discussione, un buon Consiglio comunale (ndr. quello di ieri), perché tutti sono convenuti senza se e senza ma a che i centri di raccolta sono utili per l’ottimizzazione della raccolta differenziata dei rifiuti. È mancato l’incontro coi cittadini, ma non era nostra intenzione assumere un atteggiamento di scarsa considerazione dell’opinione pubblica. Avevamo bisogno di una decina di giorni ancora per metter su un percorso partecipativo perché servivano altre informazioni: il dubbio era che su quell’area insistessero vincoli edificatori preesistenti, come ci sono infatti. C’è il Programma di Quartiere II; ci eravamo mossi sulla scorta dell’indirizzo dato a quel sito dalla precedente Amministrazione».

In maniera erronea quindi?

«L’errore in corso d’opera è stato determinato, senza giustificazioni, dal fatto che sulle tavole della variante al PRG approvata nel 2003 quella zona è riportata ancora come zona a urbanizzazione secondaria. Quelle tavole non sono state corrette perché si dava per scontato che non si poteva immaginare di non sapere e di non conoscere i Piani previsti. Questo ha generato il corto circuito.

Al di là di ciò è emerso: i centri di raccolta sono utili e necessari; la politica deve fare una nuova proposta, condivisa coi residenti delle zone interessate. Dobbiamo rassicurare i cittadini che i Centri non sono immondezzai o inceneritori. I centri di raccolta sono presidiati, dove chi entra deve avere le carte in regola, non entra qualunque cosa. L’idea sarebbe anche renderli degli hub per il riuso, dove tu porti un oggetto che non ti serve (es. arredi) e dove un cittadino meno abbiente prende e porta via. Il riuso è un’altra direttrice importante nella strategia rifiuti».

Qual è il piano B?

«Adesso abbiamo due obiettivi: quello di non perdere il finanziamento milionario, di quell’area edificatoria, come da contratto di quartiere; il secondo è fare di tutto per non perdere il contributo dei 450.000 euro e su questo stiamo dialogando con la Regione perché Barletta non venga privata di questo beneficio economico. Non abbiamo ancora certezze da porre all’attenzione dei cittadini. Al di là degli screzi che scendono sul personale, ieri è stato un utilissimo consiglio comunale dal quale sono emersi principi chiari».

A margine, abbiamo incontrato anche l’Assessore all’Ambiente Ruggiero Passero:

«Nei Centri di raccolta, verranno effettuate anche attività didattiche per promuovere il corretto riutilizzo dei materiali, nel rispetto dell’economia circolare. Barletta oggi rappresenta un punto di riferimento per le buone pratiche ambientali, vogliamo continuare in quel solco. Proseguiremo tutte le attività nella massima condivisione e nel confronto. Bisogna trasformare le proteste in proposte, con i cittadini dalla parte dell’ambiente».