Dopo quasi cinque mesi e mezzo di stop forzato causa Covid-19, il calcio pugliese riparte. E lo fa dando nuova linfa al torneo di Eccellenza. La quinta giornata di questa tormentata stagione dà il là ad un segmento che si preannuncia infuocato: si arriverà al termine del girone d’andata e chi sarà più in palla, riuscirà a coltivare il sogno promozione attraverso le peripezie degli spareggi play-off. Un incipit interiorizzato in particolare da Barletta 1922, Città di Mola e Vigor Trani nel girone A. Lo 0-1 esterno contro la Real Siti dei biancoazzurri, la vittoria interna degli uomini di Zinfollino e la cinquina rifilata a domicilio all’Atletico Vieste da parte dei biancorossi crea un gruppetto compatto nell’alta classifica. In cui frena clamorosamente il Corato, stoppato dall’Audace Barletta.

Il nuovo, ambizioso e coriaceo Audace Barletta impatta a Corato

La ripresa delle ostilità in seno al massimo campionato regionale 2020-2021 collima anche con la prima uscita ufficiale del nuovo Audace Barletta. Nuovo patron (Giuseppe Di Benedetto, ndr), struttura societaria completamente stravolta -eccezion fatta per Nico Gialluisi nel ruolo di ds, nuovo allenatore (Luigi Agnelli, ndr) rosa rivoluzionata all’infuori di Savut, Dettoli e Musa e ambizioni da promozione sono i diktat che preparano la trasferta contro il Corato. Che, bisogna dirlo, gioca un primo tempo dominante: dopo un primo tentativo di Cotello, terminato alto sopra traversa, questa trema grazie al mancino di Palmisano. Tale iniziativa è solo l’intro del goal che arriva al 22’: cambio gioco centrale verso Petitti. La sua percussione si interrompe al limite della lunetta con una botta potente e precisa; per Tricarico c’è poco da fare. Se il passivo non aumenta è demerito della scarsa verve offensiva dei padroni di casa. Leggermente defilato sulla sinistra, la svirgolata di Cotello non inquadra lo specchio della porta. Minato fortemente da Palmisano: servito sul dischetto del rigore, non spinge dentro il pallone del 2-0. Sarà un episodio spartiacque, perché l’Audace si sveglia dal torpore, vissuto nei primi quarantacinque minuti: i piedi del grande ex del match Vicedomini pennellano un traversone, che Rana spara fuori, a pochi passi dal bersaglio grosso. Bersaglio centrato allo scoccare del 65’: Rana si traveste da regista avanzato e vede la scorribanda di Lomuscio sull’out di destra. Il suo filtrante diagonale è perfetto per Rizzo, il quale apre il piatto e pareggia i conti. La sensazione è che gli audaci non si vogliano accontentare e nell’ultimo quarto sfiorano addirittura il sorpasso: lo stesso Rizzo e Agodirin sbrogliano due mischie un passo prima della area piccola. Se il secondo calcia alto su occlusione della rete da parte di un suo avversario, Rizzo sfrutta l’interno destro per mandare in orbita il pallone e confermare il risultato di 1-1. Punteggio che smuove la graduatoria di entrambe: il Corato sale a 8 punti, l’Audace raggiunge la propria quinta unità. Ciò che si è visto nel rettangolo verde esprime la giustezza di questo risultato, che premia un contendente lontano da Ruvo. Il Barletta 1922.

Il Barletta 1922 travolge l’Atletico Vieste e si conferma tra le favorite per la D

Il fatto che la squadra di Farina abbia un potenziale stratosferico per puntare alla Serie D non è una notizia. Questa, piuttosto, potrebbe consistere nell’affermare che la compagine sia di troppo in questo campionato. Ci fosse ancora qualche ferreo San Tommaso, ecco un’ulteriore dimostrazione: Barletta 1922-Atletico Vieste 5-0. Terza vittoria consecutiva, prima delle sette che la tifoseria chiede con uno striscione apposto ai margini di un “San Sabino” deserto. Deserto che si manifesta anche quando lo show comincia: i primi 20’ rappresentano una fase di stallo. I biancorossi impongono subito ritmo e idee, ma gli ospiti sono un muro di gomma, difficile da perforare. Almeno al 21’: il lancio di Quarta, a cercare la torre Di Rito, premia l’inserimento di Cafagna. Nel cuore dell’area, il centrocampista fallisce un’occasione più unica che rara, ciccando il pallone con una mezza rovesciata. Non è questo il gesto tecnico, ma è ancora una volta un mediano ad andare al tiro: di tratta di Ganci: poco dopo la mezz’ora l’argentino tenta la finalizzazione di destro dai 16 metri. Sfera alta sopra il montante della porta difesa da Paparesta, la cui imbattibilità si dissolve al 34’. E le colpe sono esclusivamente sue: su un corner battuto da Ganci, il classe 2003 esce male dai pali e rende la torsione aerea di capitan Pollidori un gioco da ragazzi. Da lì in avanti parte l’assolo dei biancorossi: la corsia mancina suggerisce le principali trame da goal; da lì hanno origine la seconda e la terza marcatura. Il comune denominatore è Bonasia. Sul 2-0 ara la zolla di competenza e indirizza un invito nel mezzo, che, in seguito ad una goffa deviazione diventa buono per il destro schiacciato di Quarta. Il 3-0 lo vede tagliare la linea nevralgica avversaria, interagire con Morra e battere l’estremo difensore garganico. Il Vieste non batte un colpo neanche per sbaglio e capitola al 68’: il palo colpito da Morra diventa un pretesto ideale per il tap-in vincente di Di Rito. La “manita” si completa a nove minuti dal termine con il 9. Bonasia gli apparecchia la tavola e lui la imbandisce con uno scavetto delizioso. Serviva dare un segnale importante e la sponda principe barlettana lo lancia. Questo successo significa sorpasso al Corato al secondo posto in classifica a quota 9 a meno 1 dal primato di un Manfredonia che, da spettatore, ha cominciato a vacillare un pochino.

A cura di Matteo Barile