Strano a dirsi, ma il campionato d’Eccellenza Pugliese ha raggiunto il giro di boa una sola settimana dopo la sua effettiva ripresa. Malgrado il meccanismo delle rotazioni conferisca parzialità nel suo regolare svolgimento, il girone A della Premier League regionale prosegue, dando il bentornato a tre squadre, ferme ai box sette giorni prima: il Manfredonia Calcio 1932, il Team Orta Nova e l’Alto Tavoliere San Severo. Questa prima domenica di calcio post-Covid non è particolarmente fortunata per loro. O meglio, lo è in parte. Perché i giallorossi soccombono in quel di Bisceglie, contro l’Unione Calcio, per 3-0; mentre i ragazzi di Cristian Carbone cadono in casa per mano di un Corato, che rimane a contatto con la vetta della classifica. Occupata ancora dai sipontini, vittoriosi in trasferta sul campo dell’Audace Barletta.

Essere audaci non basta: Manfredonia corsaro a Trinitapoli

Di barlettano rimane solo la nomenclatura, ormai. Ma tanto basta per poterla etichettare come unica rappresentante della Città della Disfida impegnata nel fine settimana. Dopo il pareggio ottenuto a Corato nello scorso weekend, gli uomini di mister Agnelli inaugurano la loro nuova casa attraverso un altro match di cartello: al “Comunale” di Trinitapoli arriva il Manfredonia, battistrada della graduatoria. La banda Rufini parte subito forte, con l’intento di dimostrare che il primato non è frutto della casualità; pragmatismo e cinismo sono le armi in più dei biancoazzurri: se al 5’ Salerno non è abile nel convertire in rete nel convertire in goal una verticalizzazione con un pallonetto diagonale, sventato dalla difesa avversaria, al 18’ la storia della partita cambia: dall’out di destra, il mancino di D’Angelo traccia una traiettoria a rientrare, che sorprende Tricarico. Aspettandosi un traversone nel cuore dell’area, l’estremo difensore degli audaci scopre leggermente i pali, per poi rinculare verso la porta e agguantare il pallone. Lo fa, sì. Ma quando la sfera oltrepassa la linea per intero. 0-1. La botta è pesante, ma non influisce sul morale dei giocatori biancorossi: sul finire del primo tempo, infatti, la torsione aerea di un indisturbato Rana e il collo interno a incrociare di Dettoli si esauriscono sopra la traversa del fortino degli ospiti. Che rischiano di raddoppiare con Trotta, la cui conclusione trasversale trova un’opposizione super di Tricarico. Scampato il pericolo, nei secondi quarantacinque minuti l’Audace torna sul rettangolo verde con la stessa verve impressa negli ultimi minuti della prima frazione: è evidente che voglia riequilibrare la contesa. Ciò che manca è la lucidità da applicare nei metri che contano: al festival degli errori grossolani si iscrive anche Agodirin. Su un cross proveniente dalla sinistra, D’Angelo si sveste dei panni di difensore centrale del Manfredonia per indossare quelli di jolly offensivo del gruppo casalingo: la deviazione a prolungare il traversone diventa buona per il 9 solitario. Il suo colpo di testa finisce clamorosamente a lato di Leuci, portiere di un Manfredonia divenuto sparagnino, ma non per questo inoffensivo. Poco dopo l’ora di gioco due ripartenze rischiano di chiudere il match: Trotta, però, non è brillante al momento opportuno; prima liscia un piattone sinistro davanti a Tricarico, poi non ribadisce in rete un tap-in a porta spalancata. Assolutamente super blindata per ciò che concerne la capolista. Al 87’ il numero 1 manfredoniano, ex Barletta, è attento nello sventare una zuccata di Rana. Sul quale si supera, in pieno recupero, con un colpo di reni decisivo nel mantenimento di un 1-0 importantissimo.

Buona la prima per i sipontini. Se la scorsa settimana il Barletta ha reso un po’ scomoda la poltrona del Manfredonia, ecco che adesso i ruoli si invertono: adesso è la metà biancorossa più prestigiosa di Barletta ad essere infastidita dinanzi alla vittoria dei rivali, lontani quattro punti. Si ferma, invece, l’altra sponda della città. Il nuovo impatto con l’Eccellenza non è stato tenero per l’Audace. Ma la sensazione è che il nuovo progetto stia venendo fuori abbastanza bene. Ci si può consolare così, al netto dei risultati.

A cura di Matteo Barile