Rosa Cascella
Rosa Cascella

“Venerdì pomeriggio, durante l’ultima seduta del Consiglio comunale di Barletta, abbiamo assistito increduli a scene che destano una certa preoccupazione – questo è l’intervento della segreteria cittadina consigliere comunale del PD, Rosa Cascella, a commento di ciò che è accaduto ieri –   La prima riguarda la decisione del tutto arbitraria, da parte del Presidente del Consiglio, di impedire la discussione delle domande di attualità presentate, come di consueto, nei termini posti dal regolamento. Chiedevamo lumi all’amministrazione sullo stato pessimo delle aree gioco per bambini presenti in città e sulla situazione della tensostruttura di via dei Mandorli, realizzata più di due anni fa e mai inaugurata. É stato comunicato all’assemblea che gli argomenti proposti non erano sufficientemente “attuali” per essere affrontati. Un comportamento increscioso e pericoloso per la vita istituzionale del consiglio e per la tenuta democratica della città.

La seconda riguarda l’intervento del Consigliere Comunale Flavio Basile, già candidato sindaco della Lega e oggi organico alla maggioranza, nel corso del quale ha impunemente asserito: “Io non mi offendo se mi chiamano fascista, lo stupido e il mentecatto si offende, perché il fascismo ha fatto tante cose belle“. Dopo queste parole vergognose non è intervenuta nessuna censura.

Mai avremmo immaginato di assistere, nella sala consiliare del comune di Barletta, città insignita di due medaglie d’oro per la lotta di liberazione, a una palese esaltazione del fascismo, regime che si macchiò di colpe e di crimini indicibili. Sono parole che offendono e lasciano sgomenti e che risultano ancor più gravi perché pronunciate da un rappresentante di un’istituzione democratica, quale il Consiglio comunale.

Siamo stanchi. Dopo quanto accaduto nell’ultima seduta intendiamo denunciare pubblicamente la pericolosa deriva autoritaria in cui tale organo rischia di sprofondare definitivamente. Censuriamo il comportamento del presidente del Consiglio, che ha dimostrato ancora una volta di non tutelare il ruolo delle opposizioni ed il libero dibattito democratico. Condanniamo il silenzio, che potremmo definire omertoso e complice, del sindaco Cannito e di tutta la sua maggioranza, di fronte ad affermazioni che rasentano l’apologia del fascismo. Ci chiediamo per quanto tempo ancora dovremo assistere agli scivoloni di un’amministrazione che continua a collezionare figuracce senza mai vergognarsi di nulla. Chiedano per una volta scusa alla città, che non merita di essere rappresentata da chi offende la sua storia, i suoi tributi di sangue e di dolore, il suo legame saldo con la democrazia”.