Minute mani laboriose hanno dato la vita a grandi opere d’arte, frutti giugnoli che aspettavano solo una mattina del sesto mese dell’anno per maturare: è quanto avvenuto il 1° giugno a Barletta, quando un gruppo di piccoli artisti en plein air ha impresso su tela le bellezze della nostra città. Il progetto è nato nel seno del Laboratorio d’arte Borgiac, diretto da Giacomo Borraccino e ha coinvolto bambini di ogni fascia d’età, anche intorno ai quattro o cinque anni. L’iniziativa, che annualmente si rinnova con la vena creativa dei partecipanti in ogni sua declinazione e ispirazione, segue una tradizione fervente ormai da trentacinque primavere nei mesi di giugno e luglio e la sua potenza eternatrice non subisce mai sopore. Così dunque davanti alla Cattedrale o nelle silenziose quanto sonanti viuzze della parte antica della città, i giovani pittori hanno dipinto quadri rappresentativi dei punti più suggestivi di Barletta. Un innesto nella meraviglia, “un seme di bellezza che incrocia altri semi di bellezza”, come ha riferito l’artista locale Borgiac.

«Abbiamo voluto creare qualcosa di bello davanti alla bellezza – ha dichiarato –. Ieri mentre dipingevamo i nostri quadri di fronte alla Cattedrale e alle case antiche, si è avvicinata una signora, che si è rivelata essere la figlia della figlia di una signora che era venuta da me a dipingere, siamo quindi alla terza generazione. È in dolce attesa e mi ha riferito che vorrà far fare questa esperienza alla bambina che ora è nel suo ventre. Ecco,  questo vuol dire che abbiamo seminato bene e riuscire a fare tutto ciò con bimbi anche così piccoli davanti alle bellezze che ci circondano e soprattutto in presenza, è una cosa che entra dentro e non va più via. Noi vogliamo seminare bellezza incrociando semi di bellezza, Questo è il futuro». E allora dobbiamo solo farci immettere nell’alterità, travalicare i confini della realtà e farci guidare dallo sguardo genuino dei bambini, che sanno meravigliarsi delle cose belle in un modo che noi, forse, abbiamo dimenticato.

 

A cura di Carol Serafino