«“E’ ormai tristemente nota la vicenda dell’ASP “Regina Margherita” di Barletta. Una struttura ferma e inutilizzata, per varie ragioni, da ormai quasi 6 anni». Prende il via così l’intervento del consigliere regionale e comunale Ruggiero Mennea per dare impulso ad una soluzione politica ma professionale al tempo stesso di questa paradossale vicenda.

«Come ho già avuto modo di evidenziare in occasione dell’audizione dei componenti del cda durante il Consiglio comunale di dicembre 2020 e successivamente alle dimissioni del presidente, un Consiglio di Amministrazione che dopo un anno e mezzo è rimasto inerme e impotente, senza trovare alcuna soluzione a tutti i problemi evidenziati, avrebbe dovuto prendere atto che era impossibile conseguire l’oggetto sociale sin dal principio e lasciare il passo ad una gestione commissariale che è arrivata inesorabilmente troppo tardi».

«Gli amministratori sono nominati per fare proposte fattive e concretizzabili – continua Mennea – e non per denunciare la propria incapacità ed esponendo l’azienda a rischi ancora maggiori, come il definanziamento da parte della Regione. Voglio ricordare a tutti gli smemorati che quella struttura è stata valorizzata dal precedente consiglio di amministrazione guidato egregiamente dal dott. Vito Damato che, agendo in economia e con generosità mecenatesca, ha prodotto risultati pregevoli e di grande prospettiva.
Bene ha fatto l’Assessore regionale al Welfare Rosa Barone ad esprimere l’intenzione di commissariare l’ASP “Regina Margherita” e spero che faccia una scelta di qualità tecnica e non di lottizzazione politica. Da parte mia, c’è l’impegno massimo affinchè sia nominato nel minor tempo possibile un Commissario che abbia le capacità manageriali, le competenze e l’esperienza in questo settore per far ripartire finalmente l’attività di questa struttura, che svolge una fondamentale funzione assistenziale e sociale per i cittadini più deboli e bisognosi e che hanno diritto alla massima tutela. Mi auguro – conclude Ruggiero Mennea – che il ritardo che si sta consumando non sia dovuto alla ricerca di un equilibrio politico esasperato e clientelare nella scelta del Commissario, che condannerebbe l’ASP “Regina Margherita” alla sua definitiva chiusura».