Ha inizio ufficialmente il percorso per sensibilizzare i Comuni affinché realizzino aree turistiche attrezzate per i disabili; la Giunta regionale pugliese dovrà assumere tutte le iniziative necessarie. Accade per effetto di una mozione presentata in Consiglio regionale dai consiglieri Alessandro Leucci, Gianfranco Lopane e i due barlettani Ruggiero Mennea (PD) e Giuseppe Tupputi (Con Emiliano), e approvata all’unanimità nella giornata di ieri. Per avere una lettura sulla questione, abbiamo rivolto qualche domanda proprio a Mennea, non solo consigliere regionale ma anche consigliere comunale di Barletta.

Un’iniziativa di cui già da diversi anni portava avanti; ieri un importante traguardo, o punto di partenza, per l’intero territorio.

«Da ora c’è una priorità per rendere la Puglia veramente accessibile, per far sì che i turisti possano essere ospitati in maniera efficace ed efficiente. Tutti. L’obiettivo è quello di rendere la Puglia un’area turistica attrezzata e vitale per i disabili. Come si ottiene questo elemento distintivo della bandiera lilla? Si seguono delle prescrizioni che tendono a favorire l’abbattimento delle barriere presso le spiagge, adeguando le strutture turistiche all’accessibilità per i disabili. In senso più ampio, garantire la libertà di accesso e di circolazione per persone con disabilità nelle strutture culturali».

Sarà quindi una sorta di marchio?

«Sì, come la Bandiera Blu per le spiagge, sarà data alle città che adottano questo sistema di prescrizioni. Quindi è un’iniziativa per lo più per i comuni per far sì che si attrezzino con vari progetti per le bandiere lilla».

Lei è, oltre che consigliere regionale che ha presentato questa mozione, anche consigliere comunale di Barletta. Secondo lei a Barletta su questo argomento a che punto siamo?

«Siamo a buon punto, perché il Sindaco ha cominciato a darsi da fare per l’abbattimento delle barriere architettoniche nella città. Se quest’impegno viene esteso anche alle strutture turistico-ricettive e ai centri culturali, secondo me Barletta può ambire ad avere la bandiera lilla. Al momento non ci sono risorse, però queste dovranno essere trovate e stanziate per finanziare i comuni che vogliono adeguarsi a questo modello. Il primo passo è stato quello di lanciare quest’iniziativa, il secondo passo sarà proprio quello di trovare le risorse».

Come mai secondo te c’è voluto tanto tempo per portare questa mozione in Consiglio?

«Nella scorsa legislatura non ho trovato grande sensibilità della Giunta su quest’iniziativa, non tutti erano d’accordo. Mentre questa volta, insieme al collega Leucci, abbiamo insistito per ottenere il risultato e la Giunta ha accettato».

Quindi possiamo dire che questo di oggi è solo un primo passo cui dovranno far seguito altri passi sia dalla Regione che dai comuni?

«Esatto, soprattutto dal punto di vista finanziario».