Giuseppe Gammarota

«Quello del Trabucco appare come un progetto tradito dalla trascuratezza, dall’inesperienza, da una mancata voglia di concludere quello che, a mio avviso, si riprometteva di rilanciare il turismo del mare nella nostra città». Questa la reazione di Giuseppe Gammarota, già assessore nell’amministrazione Cascella, occupatosi in prima persona del Trabucco, e più precisamente del progetto “Museo Diffuso del Mare”, in seguito alla nota di stampa in cui il giornalista Nino Vinella ha denunciato atti vandalici ai danni del manufatto ligneo.

Il rifacimento del Trabucco, completato a fine 2019, non è altro che l’inizio di un progetto più ampio e ambizioso, che vuole ricostruire la memoria storica delle origini marinare della città. Con diversi interventi che riguardano il Trabucco come il Faro Napoleonico, piuttosto che Porta Marina. «A quest’ora, il Trabucco non solo doveva essere funzionale e doveva essere aperto a tutti coloro che vorrebbero visitarlo, ma doveva essere anche illuminato e pavimentato il tratto del “Braccio”. Doveva essere ridata dignità a quel luogo!» tuona Gammarota, da noi sollecitato sul tema.

In effetti, ad oggi, sono stati diversi gli appelli rivolti da queste colonne affinché proseguissero quei lavori per il rifacimento del “Camminamento”. Ricordiamo che ufficialmente l’accesso al braccio sarebbe interdetto da un divieto d’accesso: «Il divieto più inosservato che si conosca», dove in realtà si verifica sempre più scorrerie di vario genere. Inoltre, ricordiamo che il Trabuccco è stato ricostruito con soldi pubblici (circa 70.000 euro), ma ad oggi si registra un triste stato di abbandono. Oltre un anno fa è stato siglato il protocollo d’intesa con l’Autorità portuale, proprietaria del Braccio di Levante; speravamo che le ultime assunzioni di nuovi tecnici al comune potessero contribuire a far ripartire questa iniziativa, così non è stato. L’ultimo appello di Gammarota è rivolto agli amministratori comunali affinché si possa intervenire con rapidità è urgenza, «Cercando di affidarlo quanto prima».

La denuncia delle ultime ore riguarda la mancata sorveglianza del bene appena ricostruito con annessi atti vandalici conseguenti, per cui si rivolge l’accusa di inerzia all’Amministrazione Cannito. Mentre il trabucco di Barletta versa in stato di Abbandono, nelle vicine città di Trani e Polignano, sono pronti a dotarsi di una costruzione simile a quella barlettana.