La notizia delle indagini cadde come un fulmine a ciel sereno proprio durante la campagna elettorale per le Elezioni politiche del 2018. Era febbraio, mancavano poche settimane e Filippo Caracciolo era il candidato PD alla Camera dei Deputati, per poi non esserne eletto. Oggi, la redazione barese di Repubblica, attraverso l’articolo di Chiara Spagnolo, dà notizia della richiesta di rinvio a giudizio per l’attuale capogruppo PD nel Consiglio Regionale.

Rischierebbe il processo per corruzione e turbativa d’asta per cui la PM Savina Toscani ne ha chiesto il rinvio a giudizio al termine dell’inchiesta della Guardia di Finanza. L’udienza si svolgerebbe a gennaio, e oltre al consigliere regionale barlettano, la Città della Disfida vedrebbe tra gli imputati anche Donato Lamacchia, dirigente dell’Ufficio Lavori Pubblici del Comune di Barletta e all’epoca presidente della Commissione di gara per la scuola media Giovanni XIII di Corato, oggetto di possibili reati imputati; inoltre, a Caracciolo viene contestato di aver organizzato incontri fra gli imprenditori e funzionari pubblici anche per la costruzione dell’impianto di trattamento rifiuti ad Andria. L’indagine dei finanzieri è stata piuttosto dettagliata, con fotografie che testimonierebbero gli incontri. Dovrebbero essere imputati anche altri otto fra funzionari pubblici e imprenditori.

Adesso la palla è nelle mani del Tribunale che dovrà stabilire se accettare la richiesta di andare a giudizio oppure disporre l’archiviazione del caso.