Una Disfida di Barletta che è stata una disfida in tutti i sensi, stando alla spaccatura che ha innescato tra i cittadini suscitando malumore e scontento, un certamen nel vero senso della parola. Tre giornate come di consueto, 16, 17 e 18 settembre, che hanno visto il regista e direttore artistico della rievocazione Sergio Maifredi insieme al direttore del Teatro Pubblico Pugliese Giuseppe D’Urso impegnati nell’organizzazione di una celebrazione il più trainante possibile, al netto delle difficoltà legate alla pandemia. Barletta Disfida opera viva ha fatto il suo debutto al Teatro Curci il 16 settembre con apertura delle porte alle ore 18 e l’inizio dello spettacolo alle ore 19, con repliche il 17 e il 18. Negli stessi giorni si è tenuto anche l’annuncio dell’araldo per le vie della città di Eraclio, il carosello storico in piazza Aldo Moro e il cambio della guardia davanti al Teatro Curci. Eppure il malumore non ha tardato a fare capolino, incoraggiando un sentimento di acuta nostalgia per quell’evento faraonico e immancabilmente incomparabile che fu la Disfida di Barletta di due anni fa.

A suscitare ignominia le numerose strade chiuse al traffico veicolare e pedonale, che hanno creato disagio agli operatori del commercio con attività nei dintorni e alla cittadinanza. «Non c’è stato alcun ritorno per la città – afferma Grazia Desario, presidente del partito Italia in Comune – né di immagine, né di turismo e benché meno economico. Non ha avuto senso bloccare la città per tre giorni per un pubblico così limitato, costringendo lo stesso Sindaco a scusarsi con i cittadini di Barletta, cosa che sta accadendo spesso: sbagliare e scusarsi». Un’altra causa di lamentele sono stati i luoghi deputati alle rappresentazioni: il Teatro Curci e Piazza Aldo Moro anziché Piazza della Sfida, Piazza d’Armi o il fossato del Castello, «luoghi che avrebbero dato lustro alla nostra storia e alla nostra città».

Eppure qui giunge la risposta dell’assessore alla Cultura Oronzo Cilli, che, a nome dell’amministrazione comunale, ha considerato positivo il bilancio dell’evento. «La risposta è stata altissima per quanto riguarda l’opera all’interno del Teatro Curci – ha dichiarato l’assessore – è stato uno spettacolo bellissimo e un grande lavoro teatrale. Per quanto riguarda il carosello, abbiamo fatto in modo di far tornare comunque i cavalieri e gli sbandieratori, tutti barlettani. È stata una Disfida che si è dovuta adattare ai tempi, tentando però di mantenere la tradizione». E per quanto riguarda i luoghi deputati alle celebrazioni? «Le alternative proposte non erano accettabili – ha proseguito – l’idea di organizzare lo spettacolo serale nel fossato del Castello è stata scartata sia per non allontanare l’evento dal fulcro cittadino, sia per i maggiori costi che avrebbe comportato bonificare e rendere agibile l’area d’interesse. Dimentichiamo che viviamo nel periodo Covid-19, abbiamo limitazione di spazi, il dovere di delimitare le aree, tutte scelte che non competono all’amministrazione».

Insomma, tutte le speranze sono dunque riposte nell’anno venturo, che sarà un forziere di promesse speriamo mantenute e non disattese.

 

A cura di Carol Serafino