Il momento è delicato, i contagi galoppano, e la scuola necessita di nuove misure per garantire una maggior sicurezza. Il Governo ha stabilito nuove regole per il comparto scolastico in visto dell’imminente ritorno in aula, che ancora continua a far discutere tra chi è a favore e chi preferirebbe un rinvio del ritorno tra i banchi.

Andiamo con ordine. Per i bambini da 0 a 6 anni, cioè per le scuole dell’infanzia e asili nido, scatta la quarantena di 10 giorni al primo caso di positività nella sezione.

Nelle scuole elementari sono previste diverse disposizioni: In presenza di un caso di positività in classe, si applica la sorveglianza con test antigenico rapido o molecolare da svolgersi al momento della conoscenza del caso di positività e da ripetersi dopo 5 giorni. Mentre in presenza di almeno due casi di positività nella classe, si applica la didattica a distanza per la durata di 10 giorni.

Nella scuola secondaria di primo e secondo grado (e quindi medie, licei, istituti tecnici e professionali) con un positivo è prevista l’autosorveglianza per tutta la classe e l’uso delle mascherine Ffp2. Con 2 casi scatta una distinzione: per chi ha fatto 2 dosi di vaccino o è guarito da più di 120 giorni e non ha il booster si applica la Dad (per 10 giorni), mentre gli altri proseguono in classe, ma sempre con l’autosorveglianza. Tutta la classe andrà in Dad per 10 giorni se ci sono 3 positivi nella stessa classe (non 4, come scritto in una bozza circolata il 5 gennaio).

Inoltre fino al 28 febbraio 2022, per evitare ingorghi in hub e Asl, per gli studenti in autosorveglianza di medie e superiori i test possono essere fatti nelle farmacie, gratuitamente con la ricetta del medico di base. Anche per tale ragione il Commissario per l’Emergenza Figliuolo ha autorizzato lo stanziamento di oltre 92 milioni euro proprio per l’esecuzione dei test rapidi gratis, per l’attività di tracciamento dei contagi sulla popolazione scolastica delle scuole secondarie di primo e secondo grado soggette all’autosorveglianza.