Sei appuntamenti in vista della tornata amministrativa del prossimo 12 giugno. Parte oggi ”Storico Elezioni”, la nuova rubrica di ”Barletta.news24.city” che ripercorrerà quotidianamente i risultati degli appuntamenti elettorali comunali della ”Città della Disfida” dal secondo dopoguerra all’ultima legislatura guidata da Mino Cannito.
La DC vince le prime elezioni-7 aprile 1946. Alle elezioni per l’Assemblea Costituente, che sarebbe rimasta in carica fino al 31 gennaio 1948, fecero seguito ben cinque appuntamenti elettorali in Italia per le prime amministrative dopo il secondo dopoguerra. Dal 10 marzo infatti, furono chiamati a votare i circa 5000 comuni del ”Bel Paese”: a Barletta toccò nella prima domenica di aprile. L’esito determinò una schiacciante vittoria della Democrazia Cristiana, che racimolò ben 13 mila voti, dando già le prime indicazioni su quello che sarebbe stato l’orientamento politico di Barletta nel corso della ”Prima Repubblica”. Una città a grande maggioranza moderata e clericale, ma in cui non mancarono alcuni momenti di ”effervescenza”. Non fu comunque questo il caso: i 6.225 voti del PCI, seguiti dai 3.872 del PSI e dai 1.983 ottenuti dalla coalizione di destra non furono sufficienti per la formazione di una maggioranza composita. Si creò un monocolore guidato dal democristiano Isidoro Alvisi( la prima legge non prevedeva l’elezione diretta del sindaco, introdotta solo nel 1993 ndr) , che in seguito occuperà anche le cariche di consigliere provinciale, commissario al Consorzio di Bonifica ,nel 1953, presidente dell’Acquedotto Pugliese. Fu dell’amministrazione Alvisi l’inizio dell’iter dell’adeguamento della rete idrico fognaria, la costruzione di nuove strade e, soprattutto, l’inizio dei lavori del sottovia Barbarisco(oggi noto come sottovia ”Alvisi”, dal nome appunto del sindaco ndr).
Prima sorpresa, nel 1952 si impone la coalizione di sinistra-Il secondo appuntamento elettorale riservò importanti sorprese. Nel 1952, vinse infatti le elezioni la coalizione di sinistra formata dal PCI e dal PSI, partiti, che dopo la netta battuta d’arresto nelle politiche del 1948 in cui avevano corso insieme nel Fronte Democratico Popolare, mantennero l’alleanza solo a livello locale fino al 1956, anno dell’invasione dell’Ungheria. Cosa accadde a Barletta? La DC si confermò primo partito con 10.248, ma questi non furono sufficienti per costruire una maggioranza, anche perché furono 12.115 i voti raccolti da PCI e da PSI, che scelsero, come nuovo sindaco, l’esponente socialista Giovanni Paparella. L’arretramento della ”Balena Bianca” fu ricondotto, secondo le cronache dell’epoca, anche ad un altro dato: i ben 5.102 voti ottenuti dal MSI, il cui leader a Barletta fu l’avvocato, Claudio Cecaro. I cospicui consensi a destra ottenuti dai missini nella nostra città, ma in linea comunque con quanto accadeva in altri comuni, soprattutto della Capitanata, provocarono l’indebolimento della DC. L’amministrazione Paparella, in carica per 4 anni, non ebbe comunque vita semplice: a pesare fu, oltre ai costi di ricostruzione della città, anche il problema ideologico. Del resto, per il governo centrale democristiano, confrontarsi con maggioranze locali di sinistra in quegli anni non fu affatto cosa semplice.
Torna un monocolore DC-La DC ritornò rapidamente protagonista quattro anni dopo. Il calo delle destre e la ricerca del partito scudocrociato di nuovi interlocutori tra le fila della grande proprietà della contadina consentì la formazione di un monocolore nel 1956. A guidarlo fu l’esponente più importante della Democrazia Cristiana a livello locale: Giuseppe Palmitessa. Nonostante la sua giovanissima età, Palmitessa riuscì a dare stabilità al suo esecutivo, cosa non scontata in una città in cui spesso le amministrazioni non sono riuscite a terminare la legislatura. Chiuse il decennio con quattro anni favorevoli, sull’onda anche di una più generale crescita nazionale: furono questi gli anni del ”miracolo italiano” e di una crescita dell’economia del Paese senza precedenti. L’amministrazione Palmitessa portò a compimento importanti pubbliche come il ponte Barbarisco e il sottopassaggio di via Canosa, oltre alla costruzione di alcune scuole e all’inaugurazione dell’Antiquarium di Canne alla presenza di Aldo Moro. Fu proprio in questo periodo, inoltre, che la fiorente zona industriale di via Trani iniziò ad espandersi.
A cura di Giacomo Colaprice









































