Dieci punti per la composizione di una nuova coalizione, il cui largo perimetro potrebbe essere decisivo ai fini dell’esito del ballottaggio in programma il prossimo 26 giugno. Arrivano segnali di apertura da Carmine Doronzo, estromesso dalla corsa al secondo turno(a cui accederanno Scommegna e Cannito) ma protagonista di un’ottima tornata amministrativa, coincisa con il raggiungimento del 18,5%. Sì perché proprio quel 18,5% conquistato dalla ”coalizione dell’alternativa” apre a diversi scenari, tra cui quello di un possibile accordo con il centrosinistra guidato da Santa Scommegna.
A confermare i contatti tra le parti, ci ha pensato lo stesso Doronzo attraverso un post sulla sua pagina ufficiale Facebook. Un confronto richiesto dall’ex Dirigente comunale, a cui il trentaseienne politico barlettano non avrebbe chiuso le porte, purché vengano rispettate precise condizioni indicate in dieci punti. Dalla sottoscrizione del programma elettorale alla tutela dell’ambiente, dall’annosa questione del PUG al turismo, senza dimenticare i costanti leitmotiv dello stadio ”Puttilli” e del rifacimento delle strade. Richieste precise di tipo programmatico e temi ”bollenti” dal punto di vista politico, con la precisazione di ”non voler chiedere poltrone, ma individuare assessori di alto profilo”, e la nomina dei vertici della Barsa ”scelti con selezioni pubbliche e trasparenti”.
Senza voler commentare ogni singolo punto segnalato da Doronzo, è possibile invece soffermarsi su un aspetto, che riguarda non solo il suo elettorato, ma anche quello che appoggerà Mino Cannito. Il post del leader di Coalizione Civica non è stato infatti accolto positivamente da quella frangia, non sicuramente residuale, di barlettani che hanno votato contro una certa classe dirigente (di sinistra e di destra) e che non sono disposti a scendere a compromessi nemmeno in occasione del secondo turno. Sentimento di disapprovazione che traspare anche leggendo i commenti degli elettori di Cannito, che lamentano una certa incoerenza di Doronzo, disposto a fare un passo indietro ”per qualche poltrona”, citando testualmente.
Occorre precisare che, ad ora, accordi non sono stati formalizzati e che quella tra Scommegna e Doronzo, per quanto chiacchierata, resta una trattativa politica. E allora adesso la ”palla” passa a Santa Scommegna e alla sua coalizione: saranno disposti a fare un passo in avanti oppure resteranno sulle loro posizioni con il rischio di perdere poi la sfida decisiva con Mino Cannito? E Cannito, nel caso, come risponderà? Quel che è certo è che quel 18,5%, se non attaccato dallo ”spettro” dell’astensionismo(che resta comunque un dato ndr), offre a Carmine Doronzo una posizione privilegiata, sia prima che eventualmente dopo il voto del 26 giugno.
A cura di Giacomo Colaprice




































