Un fulmine a ciel sereno per Marcello Lanotte che nella giornata di ieri, a tre giorni dalle elezioni, ha visto sfumare il suo posto alla Camera dei Deputati a seguito di un riconteggio sui risultati del voto del 25 settembre. Il candidato barlettano, con Forza Italia nel collegio plurinominale Foggia-Bat, sino a ieri mattina era scuro di uno scranno a Montecitorio. Nel pomeriggio, invece, il sito ufficiale del Ministero dell’Interno, Eligendo, ha cambiato le carte in tavola togliendo il seggio al presidente del consiglio comunale di Barletta per darlo a Vito De Palma, capolista di Forza Italia del collegio plurinominale Puglia 03 nonché consigliere regionale. La notizia ha fatto discutere non poco, assieme a diverse voci che parlano di altri possibili cambiamenti rispetto ai risultati pubblicati a poche ore dallo spoglio.

Effetti di un Rosatellum ricco di insidie e poco chiaro a molti. Basti pensare al “ripescaggio” di Umberto Bossi al Senato in Lombardia, dopo l’esclusione iniziale, sulla quale la Lega aveva chiesto un riconteggio. Quello che ha colpito il barlettano Lanotte, più che un errore di calcolo, potrebbe essere stato il cosiddetto effetto “flipper” dovuto al sistema dei resti, ovvero i voti che avanzano quando si divide il loro totale per il quoziente. Quando una lista a livello locale ha più seggi di quelli che le spetterebbero, si tolgono là dove sono stati eletti con il «resto» più basso e si danno lì dove la lista “deficitaria” ha invece il “resto” più alto che non è stato utilizzato per ottenere uno scranno. Nel caso in cui non sia possibile fare riferimento alla medesima circoscrizione, precisa la legge, si va a cercare altrove. E il flipper è servito con modifiche che, a livello nazionale, hanno colpito tutti i partiti e molti candidati di diverse regioni. In Puglia è toccato al seggio di Lanotte assegnato ad un altro collegio per questo contorto e complesso meccanismo del proporzionale ideato nel Rosatellum. La certezza è che a diversi giorni dal voto c’è ancora da attendere per comprendere la precisa composizione del prossimo parlamento. Ci sarà anche da attendersi numerosi ricorsi e controricorsi che animeranno i prossimi anni di vita legislativa. Tutto scatenato dall’ormai famoso “flipper”.