In vista dei 160 anni dalla nascita di Munch, che cadranno nel 2023, evento eccezionale de “La Grande Arte al Cinema” con un film diretto da Michele Mally che firma anche la sceneggiatura con Arianna Marelli.

“Munch. Amori, fantasmi e donne vampiro” in programma mercoledì 9 novembre alla Multisala Paolillo (ore 19.30) analizza la ricerca dell’artista nordico sull’animo umano e il tentativo di tradurre le emozioni su tela o carta con le tecniche sperimentali che ha scelto di adottare, rendendo così le sue opere estremamente fragili. Ma il film è anche un viaggio attraverso la Norvegia di Munch, il suo multiforme lavoro, la sua idea di Tempo, le sue ossessioni.

“L’arte è il sangue del nostro cuore … Non dipingo ciò che vedo, ma ciò che ho visto” scriveva Munch. E in effetti ha ripetuto i suoi soggetti, dipingendo più volte le stesse immagini per conservarle nel suo atelier, ponendo le basi della pratica dei Multipli. Il suo concetto di Tempo era un equilibrio delicato e singolare tra passato e presente, uno strumento per vivere la propria esistenza, un ponte attraverso le dimensioni dell’universo per entrare in contatto con il mondo dei fantasmi e degli spiriti.

“Munch. Amori, fantasmi e donne vampiro” si apre nella sua abitazione. Ad Asgardstrand, in una notte invernale, davanti a un focolare, una giovane donna (l’attrice Ingrid Bolso Berdal) legge ai bambini una fiaba norvegese. Eppure la favola di Edvard Munch si è conclusa presto: la morte della madre, seguita da quella della sorella Sophie, e la devastante depressione del padre segneranno ben presto la sua vicenda umana ed artistica.

Munch (1863-1944) visse 80 anni travagliati tra problemi psichiatrici, alcolismo e isolamento. Fondamentale è anche l’esperienza della bohème fin de siècle, le frequentazioni con satanisti e dottori che sperimentavano l’uso della cocaina, le amicizie con le donne dallo spirito libero. Burrascosa la relazione con Tulla Larsen, l’amante che sparò a Edvard durante una lite, una delle tante “Donne Vampiro” che incontrò durante la sua vita. Per lui, trauma ed arte, desiderio e tormento si fondono costantemente in una intensa e duplice riflessione sulla donna: “sirena” ed enigmatica “sfinge” che attrae e spaventa l’uomo.

Se il suo “Urlo” è l’icona dei nostri tempi, il resto della sua produzione non è altrettanto famoso. Ora, invece, Oslo, l’antica Kristiania, segna una svolta per la conoscenza dell’artista. Il nuovo Museo Munch (inaugurato nell’ottobre 2021) è uno spettacolare grattacielo sul fiordo della capitale norvegese, ideato per ospitare l’immenso lascito del pittore alla sua città: 28.000 opere d’arte tra cui dipinti, stampe, disegni, quaderni di appunti, schizzi, fotografie ed esperimenti cinematografici. Lo straordinario patrimonio offre la visione d’eccezione della mente, delle passioni e dell’arte geniale di Munch.

Direttori di musei, storici dell’arte, musicisti, soprano guideranno gli spettatori nel percorso esistenziale di Munch narrato nel docufilm, le cui musiche originali portano la sigla del compositore Maximilien Zaganelli (Hermitage, Il potere dell’arte, Maledetto Modigliani).

La Grande Arte al Cinema è un progetto targato Nexo Digital. È distribuita con i media partner Radio Capital, Sky Arte, MYmovies.it e in collaborazione con Abbonamento Musei.